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    27/05/2026

Pietrastornina festeggia i cento anni di Biagio Antonelli

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura3_anton.jpgPIETRASTORNINA – Forti emozioni e grande partecipazione, questa mattina, a Pietrastornina dove, nella sala consiliare del Comune, in Piazzale “S. Iermano”, si è svolta la cerimonia in onore del professor Biagio Antonelli che ha festeggiato nel paese che gli ha dato i natali il suo centesimo compleanno.

Forti emozioni perché, in una sala gremita, nessuno ha voluto mancare all’appuntamento per rendere omaggio ad una delle figure più rappresentative della scuola irpina del secolo scorso al cui alto magistero si sono formati, come abbiamo ricordato in altro articolo, intere generazioni di studenti molti dei quali, poi, si sono affermati nelle professioni e nel campo degli studi. Tra gli altri erano presenti Modestino Acone, Michele Sandulli, Angelo Di Popolo, Federico Cassano, Antonino Longobardi, Guido Borriello, il sindaco di Avellino Paolo Foti (alunno nella stessa classe del prefetto Antonio Manganelli), l’ex presidente della Provincia Luigi Anzalone, Aldo D’Andrea, Gino Freda, Pasquale Valentino e tanta, tanta gente di Pietrastornina con in testa il sindaco Turturo. Presenti anche il figlio di Antonelli, Umberto, ed i nipotini Alessandra e Biagio junior. Messaggi di saluto e di auguri sono giunti da Giacinto Pelosi, Carlo De Stefano e Tonino Spagnuolo.

Un magistero, quello di Antonelli, che affonda le sue radici, come ha ricordato nel suo intervento il pietrastorninese Toni Iermano, docente di letteratura italiana all’Università di Cassino, nel modello desanctisiano di una scuola non retorica, ma di una scuola che, sì, fa riferimento alla tradizione classicista ed umanistica, ma che sa rapportarsi con la società contemporanea con una presenza che lascia il segno nel tempo e che non si esaurisce mai.

Un magistero – ha sottolineato, ancora, un altro cittadino doc di Pietrastornina, il prefetto Matteo Piantedosi, vice direttore generale responsabile del coordinamento della Polizia di Stato – anche caratterizzato dalla severità degli studi, ma soprattutto da un umanesimo e da una pedagogia che ponevano sempre al centro l’educazione e la formazione dell’alunno come priorità dell’insegnamento. Sì, l’alunno, “un piccolo mondo da scoprire”, come l’ha definito nel suo intervento iniziale Mario Piantedosi, padre di Matteo, già preside nelle scuole, presidente del circolo culturale “Petra Strumilia”, promotore, insieme con il Comune, della cerimonia di oggi, che ha parlato dell’orgoglio di tutto il paese: “Piatrastornina? Il paese del professor Antonelli”.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Antonio Turtoro, che si è avvalso della collaborazione del suo vice, Giovanni De Lisa, infaticabile organizzatore dell’evento. “Il professor Antonelli – ha sottolineato il primo cittadino – è un vanto non solo per il paese di Pietrastornina, ma anche di tutta la cultura irpina che egli ha saputo rappresentare con grande indipendenza di pensiero e laicità”.

È seguito un intervento di Claudia La Pietra, attuale dirigente di quel liceo classico Pietro Colletta di cui Antonelli è stato allievo prima, poi docente per molti decenni al ginnasio superiore. La Pietra, che era accompagnata dal prof. Pino Bartoli e da una delegazione di alunni, Francesca De Marco e Simone Castelluccio della classe III E, con gonfalone d’istituto, ha dato lettura per conto di tutta la scuola di una pergamena in onore di Antonelli il cui testo è stato redatto dalla professoressa Brunella Sacchetti. Breve ma toccante la testimonianza di un’altra docente, Patrizia Urciuoli, a suo tempo allieva di Antonelli i cui insegnamenti – ha detto – mi hanno segnato per tutta la vita. In chiusura il sindaco di Summonte, Pasquale Giuditta, ha consegnato una targa ricordando come il suo paese senta il professor Antonelli, unitamente alla consorte, signora Celeste Di Grezia, come un proprio concittadino. Una targa infine è stata consegnata, a nome di tutta la comunità di Pietrastornina, dal sindaco Antonio Turtoro.

“Sono vecchio, lo so, ma il mio spirito ancora reagisce”: così, in un clima di grande attenzione e partecipazione, ha iniziato il suo intervento, che qui di seguito riportiamo per intero, il professor Biagio Antonelli che, dopo aver ringraziato tutti, ha concluso la sua “lezione” con il pensiero rivolto alle giovani generazioni, ai giovani del Mezzogiorno ed al ruolo nella società in cui viviamo facendo in tal senso riferimento a quanto il presidente Mattarella ha sottolineato nel suo discorso di fine anno.

Migliore messaggio per i giovani non poteva venire da una personalità del calibro di Biagio Antonelli. A lui ben si addice – come ha ricordato nella sua dotta citazione il prefetto Piantedosi – quanto Cicerone fa affermare, all’inizio del suo trattatello sulla vecchiezza, De senectute (II, 4), a Catone:  “A quelli che non hanno in se stessi nessun aiuto per vivere bene e felici, a loro tutte le età sono grevi; a quelli invece che chiedono solo a sé ogni bene, a loro non può sembrare male nulla che necessità di natura comporti. E in queste genere di cose è prima delle altre la vecchiezza: che tutti desiderano raggiungere e poi biasimano una volta che l’hanno raggiunta; tanto sono mutevoli e strambi gli stolti”. Auguri, caro professor Antonelli.

 

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