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    27/05/2026

Giannola: «Dal Mediterraneo la ripresa del Mezzogiorno e dell’Italia»

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Luca Perozzi e Adriano GiannolaAVELLINO – Presso la sala dell’oratorio della chiesa della SS. Annunziata si è tenuto oggi l’ultimo incontro del ciclo di conferenze, organizzato dal Centro Dorso, sui protagonisti della politica meridionalistica. A illustrare, attraverso una mole significativa di dati statistici, la grave situazione in cui versa attualmente il Mezzogiorno è stato, dopo una introduzione di Luca Perozzi, segretario generale della Camera di Commercio, Adriano Giannola, ordinario di Economia presso l’Università Federico II di Napoli e presidente della Svimez.

La lezione di Giannola ha preso avvio individuando una data spartiacque nella storia dell’intervento statale nel meridione: era il 1998, infatti, quando fu avviata, dopo sei anni dalla fine dell’intervento straordinario, la cosiddetta “nuova programmazione”. Essa avrebbe dovuto aiutare il Mezzogiorno a sfruttare le potenzialità finanziarie offerte dai fondi europei, a mobilitare le risorse umane e a rilanciare lo sviluppo economico di un’intera regione seguendo quel modello di sviluppo economico che, ricorda Giannola, si era imposto nel Centro-Nord negli anni ’80-‘90. Tuttavia, come ha dimostrato la crisi del 2008, quel modello non era sostenibile; lo dimostrano, del resto, i dati statistici che Giannola ha illustrato e che disegnano un Paese immobile, incapace di tornare a crescere.

Tra i dati più significativi, quelli che segnalano la ripresa dell’emigrazione dal Sud verso il Centro-Nord e, in misura maggiore, verso l’estero. Una emigrazione che pesa direttamente sui territori di partenza e che trasforma il Mezzogiorno, che sta esportando il miglior capitale umano di cui dispone, in una “rimessa per gli emigrati”.

Cosa fare, dunque? La ripresa del Mezzogiorno è strettamente legata a quella dell’intero Paese. Tale ricrescita economica, secondo Giannola, passa attraverso il Mediterraneo. In un mondo sempre più globalizzato, infatti, Cina, India e i paesi dell’Estremo Oriente guardano al Mediterraneo come luogo di grandi opportunità. Proprio a partire dal Mediterraneo il Sud potrebbe mettersi in moto e trascinare, con sé, l’intero Paese. È questa la visione di una rivoluzione logistica, che dovrebbe puntare all’accessibilità, ai retroporti, ai district park, abbinati a strumenti non convenzionali per il Paese Italia, come le zone economiche speciali. Una rivoluzione logistica che dovrebbe essere accompagnata da una reindustrializzazione del Sud, attraverso una territorializzazione delle filiere, da un utilizzo sostenibile delle energie rinnovabili e da un intervento sulle aree metropolitane.

Dunque solo una visione programmatica, rispondente ad una precisa idea del Sud e del Paese – è la conclusione di Giannola – può considerarsi  forza propulsiva dello sviluppo del meridione; solo un programma di governo così pensato può restituirci, domani, un nuovo Mezzogiorno.

Al termine sono intervenuti nel dibattito il preside Generoso Zigarella, Gianni Festa e Vincenzo Sbrescia.

 

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