AVELLINO – Nel pomeriggio di venerdì 15 aprile 2013, nella sala del Consiglio comunale di Avellino, è stata conferita la cittadinanza onoraria del capoluogo irpino al generale di Corpo d’armata, Saverio Capolupo, irpino di nascita (Capriglia Irpina) e di sentimenti, comandante generale della Guardia di Finanza. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità mentre l’onorificenza è stata consegnata dal commissario straordinario del Comune, Cinzia Guercio. Il generale Capolupo è solo l’ultimo di una serie di personaggi che, nel corso di oltre 150 anni dall’Unità d’Italia, hanno avuto il privilegio di essere stati dichiarati cittadini onorari.
L’albo d’oro parte dal 1861. Appena costituito il Regno d’Italia il Consiglio comunale di Avellino, presieduto dal sindaco Francesco Villani, nominò il molisano Nicola De Luca, prefetto di Avellino dal 1861 al 1864, cittadino onorario di Avellino. Il riconoscimento scaturiva da una serie di interventi del prefetto a favore dell’unificazione dal momento che si era battuto contro i reazionari borbonici e le numerose bande dedite al brigantaggio. Il prefetto De Luca in seguito fu nominato senatore del Regno. Un secondo prefetto al quale fu conferita la cittadinanza onoraria è stato il piemontese di Carmagnola Bartolomeo Casalis, in carica nel palazzo del governo dal 1871 al 1874. Tra i tanti meriti da attribuire al prefetto Casalis va quello di aver preservato il prezioso patrimonio storico e artistico dell’Irpinia, creando un’apposita commissione conservatrice di monumenti ed oggetti d’arte e di antichità. Nella seduta del 22 giugno 1874 il Consiglio comunale, sindaco Catello Solimene, investiva la persona del commendatore Bartolomeo Casalis della cittadinanza onoraria.
Come il De Luca anche il Casalis fu nominato in seguito senatore del Regno.
Ancora un prefetto meritò lo speciale riconoscimento comunale, il calabrese Emilio Caracciolo di Sarno. Approdato alla prefettura di Avellino nell’aprile del 1882, due anni dopo fu nominato anch’egli cittadino onorario. Si interessò molto della sicurezza pubblica. Durante il suo mandato, Avellino, ad opera del sindaco Giovanni Trevisani, utilizzò la luce elettrica nell’illuminazione pubblica, risultando la prima città italiana a godere di tale innovativo ritrovato.
Il regio delegato Virginio Rambelli, sottoprefetto di Ariano, inviato a reggere come commissario le sorti del municipio di Avellino, si guadagnò l’ambito riconoscimento. Dopo pochi mesi di gestione commissariale mise a posto il bilancio comunale. Il nuovo Consiglio, insediatosi il 21 giugno 1884, plaudì all’opera risanatrice del delegato, nominandolo, nel contempo, cittadino onorario. Passerà circa un ventennio per vedere una nuova consegna del prestigioso riconoscimento. A meritarsi l’onorificenza saranno il prefetto Carlo Chiaro, nativo di Mantova e sua moglie, Lena Rostagni di Bozzolo, baronessina torinese. Giunto nel capoluogo il primo dicembre 1901, Chiaro rimase nell’incarico prefettizio fino al 1903. La coppia aristocratica meritò il titolo per l’impegno profuso per la riapertura di un asilo nel Comune di Avellino destinato ai numerosi bambini dei ceti poveri. Promotore dell’iniziativa Alfonso Rubilli, il futuro astro della politica irpina, sostenuto dal socialista Remigio Pagnotta, sindaco di Avellino in quel periodo.
Il 25 aprile 1910 il Consiglio comunale approverà la nomina di un grande irpino, Francesco Tedesco, nato ad Andretta nel 1853, più volte ministro dei Lavori pubblici, del Tesoro e delle Finanze per vari anni. La nomina a cittadino onorario del capoluogo gli fu conferita per l’impegno mostrato durante la sua vita politica per il progresso dell’Irpinia e di Avellino. A presiedere il Consiglio troviamo il sindaco Domenico Festa.
Un cittadino onorario eccezionale sarà nominato per acclamazione, nella seduta del 10 marzo 1924, dal Consiglio comunale eletto pochi giorni prima: il duce Benito Mussolini. Nelle elezioni del febbraio precedente il “listone” ebbe un notevole successo eleggendo al Comune personaggi di primo piano della città come l’on. Alfredo De Marsico e altri intellettuali. Sindaco fu eletto l’avvocato Carmine Tarantino. Altra eccezionale figura che meriterà il riconoscimento avellinese sarà il generale Umberto Nobile, irpino di Lauro, l’intrepido trasvolatore del polo Nord con il dirigibile “Norge”. L’ardita impresa, che sbalordì il mondo intero, fu compiuta nella notte tra l’11 ed il 12 maggio 1926. Al suo rientro sarà osannato in tutti i Paesi del globo. Il 14 giugno 1926 il Consiglio comunale promosse il generale Umberto Nobile cittadino onorario di Avellino. Bisognerà patire le tante sofferenze imposte da una lunga e sanguinosa guerra quale fu la seconda guerra mondiale. Con i bombardamenti del 14 settembre 1943 la città di Avellino subì gravissimi lutti e distruzioni. A lenire i tanti dolori e sofferenze, alcuni benemeriti si spesero in modo encomiabile tanto da meritare la cittadinanza onoraria in vari momenti. Il primo ad essere insignito il 6 luglio 1944 fu il colonnello inglese Alexander White, nominato dagli alleati al loro arrivo in Avellino comandante provinciale del governo militare alleato, quale riconoscimento per la risoluzione di importantissimi problemi legati alla particolare situazione post bellica.
Per il suo alto magistero morale e materiale analogo riconoscimento fu tributato il 23 aprile 1949 al vescovo di Avellino, monsignor Guido Bentivoglio, unica autorità rimasta in città durante i bombardamenti. Anche il siciliano tenente medico Domenico Laudicina meritò il prestigioso titolo. In forza alla divisione “Aosta”, con lo sbarco degli alleati in Sicilia seguì il suo reparto nel continente. Di stanza in Avellino, si trovò al centro degli eventi causati dai bombardamenti del settembre ’43. Si attivò nell’allestire un improvvisato ospedale nel convento dei cappuccini prima e nella scuola agraria dopo, contribuendo a curare e salvare molte vite umane. Il riconoscimento gli fu conferito nel 1953.
Di altra natura la cittadinanza concessa allo storico montellese Francesco Scandone. Accademico della Pontoniana, studioso di archivistica e paleografia, ha dedicato gran parte dei suoi studi alla storia dell’Irpinia e, in particolare, di Avellino. Insuperata resta la sua ponderosa “Storia di Avellino”, raccolta in ben cinque volumi, apparsi nel 1951. In tale anno gli fu conferita la cittadinanza onoraria del capoluogo. Il vice sindaco di New York, Mario Procaccino, è stato uno degli irpini che si è fatto onore nel nuovo mondo. Partito all’età di nove da Bisaccia per l’America, ben presto si mise in luce per sua intelligenza e intraprendenza, fino ad arrivare nelle alte sfere della vita municipale della Grande Mela. Per il suo impegno a favore delle classi umili di New York fu incluso nei cento nomi degli italo-americani più influenti del suo tempo. Il sindaco Angelo Scalpati e la sua giunta lo nominarono cittadino onorario nel luglio del 1967, in occasione di una sua visita in Avellino.
Nel maggio dello stesso anno il Consiglio comunale ratificò la deliberazione di giunta adottata il 7 novembre 1966, con la quale fu concessa la cittadinanza onoraria al Cavaliere del lavoro Giuseppe Gatti. Nato nel 1903 a Bagnoli Irpino, commerciò in filati di lana. Costruito un lanificio nel Lazio, poco tempo dopo impiantò un moderno stabilimento laniero in Avellino, dando lavoro a molta maestranza. Abile industriale, fu un generoso benefattore del suo paese natio. Tra le sue iniziative rientra anche la manifestazione cinematografica del “Laceno d’Oro”.
Oltre al vescovo Bentivoglio, anche il suo successore, monsignor Gioacchino Pedicini, nato a Foglianise nel 1883, fu insignito dell’onorificenza. Raggiunse la sede vescovile di Avellino nel 1950 proveniente da quella di Ariano dove era stato nominato pastore di quella diocesi nel 1939. Si attivò per i restauri al seminario e all’episcopio, dove erano visibili ancora le macerie dei bombardamenti di anni prima. Fu nominato figlio illustre di questa città nel 1967.
Dopo un lungo periodo di quattro decenni, nel 2007 il Consiglio comunale di Avellino, presieduto dal sindaco Giuseppe Galasso, riprese la consuetudine di concedere ad alcuni benemeriti personaggi la cittadinanza onoraria. In ossequio allo speciale regolamento, approvato nel 2006, la scelta del nome per tale riconoscimento cadde sulla figura del professor Mario Agnes, insigne studioso e docente, presidente dell’Azione cattolica nazionale, giornalista e direttore dell’organo vaticano “L’Osservatore Romano” per un lunghissimo periodo. Nato a Serino nel 1931 ha vissuto ed operato in Avellino per moltissimi anni. Come ricordato in apertura, nell’aprile di quest’anno l’alto riconoscimento è toccato al generale di Cd’A. e comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo.
