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    11/05/2026

Area di sosta/Voce 'e notte

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura7_voce_e_notte.jpgAVELLINO – Scoppiettanti e piene di sorprese le notti di Corso Europa, Avellino! Difficile da credere, ma quel lungo rettilineo che, dalla fine di via Roma arriva alla soglia di via Matteotti, di notte subisce una mutazione: da trafficata, ma grosso modo ordinata, arteria di comunicazione fra centro e periferie, si trasforma in un variegato palcoscenico di esibizionisti, fracassoni e mostri di molteplice origine.

Complice il caldo, dai balconi aperti diventa impossibile difendersi dagli schiamazzi di chi, tornando in gruppo (ma bastano anche solo due amiconi) da serate goderecce, reputa necessario continuare a chiacchierare, ridere e scherzare nella strada deserta, che ben si presta a fare da amplificatore per gli sventurati dormienti.

Ma ecco che, a dar loro manforte, sfila chi ha deciso di far partecipare il rozzo e l’inclito dei propri gusti musicali: a tutto volume, ci assalgono lacerti di canzoni ignote, ma che difficilmente dimenticheremo per il resto della nottata…

Rombando, si accodano poi coloro che fanno della doppia corsia un novello circuito di Le Mans, ora in macchina, ora in motocicletta: tutto fa brodo, pur di partorire rumore.

Alle voci meccaniche si uniscono, in fraterno coro, quelle animali. Cani all’aperto e al chiuso, ululando e latrando, sottolineano il passaggio di loro simili o di personaggi sospetti: echi bestiali si rincorrono da un capo all’altro del Corso. Intanto qualche vicino insonne pensa bene di far passare il tempo seguendo la Tv, così che un vociare confuso e implacabile va ad aggiungersi alle altre fonti di disturbo.

Eppure, quanto sofferto fino ad ora (siamo fra le due e le tre) è nulla rispetto al peggio che sta per arrivare: annunciato da un sibilo e da un rumore di ferraglia, si avanza, enorme e inarrestabile, il camion della spazzatura! Ora sì che possiamo riposare! Preludio degli antelucani camion di rifornimento per il vicino supermercato, la loro parentela con un passaggio di carri armati ci fa godere con sollievo di non essere (ancora) una nazione in guerra. Mentre le grida concitate dei benemeriti operatori ecologici e dei successivi scaricatori rimbalzano da un marciapiede all’altro, ci alziamo definitivamente dal letto, rivolgendo alla luna ancora bella piena un ultimo sguardo colmo di nostalgia per quei tempi in cui 'a voce 'e notte era solo quella di Peppino di Capri.

 

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