AVELLINO – L'ultima pubblicazione del prof. Sabino Cassese "Varcare le frontiere" (per i tipi Mondadori-agosto 2024) è una corposa autobiografia intellettuale in cui l' autore percorre le tappe del suo itinerario culturale e scientifico oltre che professionale ed istituzionale.
Il significato del titolo è esplicitato nell'esergo dell'opera, esprimendo il concetto – centrale nella dottrina di Cassese – che le innovazioni concettuali e le acquisizioni scientifiche si producono non con la separatezza delle barriere disciplinari ma piuttosto nell'intersezione tra le diverse scienze, e quindi occorre "varcare le frontiere" dei saperi e delle competenze per farle dialogare ed interagire.
La narrazione parte dalla nascita ad Atripalda nel 1935, primo di tre figli. Il fratello Antonio è stato un importante studioso di diritto internazionale; la sorella moglie del grande linguista Tullio De Mauro ed entrambi i genitori archivisti dello Stato. Pare che appena nato – racconta lo stesso Cassese –, secondo un antico uso locale, sia stato immerso in un bagno di vino per rafforzarlo.
La famiglia Cassese si trasferisce a Salerno dove il padre Leopoldo dirige l' Archivio di Stato, da cui egli ha ereditato la passione per la cultura ed il rigore metodologico nello studio e nella ricerca bibliografica. Le origini irpine dei Cassese restano salde e nel 1943 la famiglia, per sfuggire ai bombardamenti di Salerno, si rifugia in una campagna presso Atripalda, dove il padre aveva messo in salvo le preziosi collezioni archivistiche – di cui era responsabile – presso il convento delle suore di clausura.
Sabino, dopo aver consumato brillantemente e precocemente gli studi liceali al Tasso di Salerno – come spesso avveniva, soprattutto all'epoca, ed ancora avviene per i giovani meridionali più dotati – si trasferisce a Pisa per studiare alla Scuola Normale Superiore, fucina di giovane intellettualità (fisici, storici, linguisti, chimici, italianisti e latinisti, filosofi, ecc…non giuristi). Cassese al collegio giuridico della Normale è affascinato non tanto dalla giurisprudenza – dominata allora dal grigio "purismo" della disciplina tra giuristi esegeti e dogmatici – quanto dalla varietà e vivacità di interessi culturali espressi da quella comunità universitaria, fino all'incontro determinante con il grande amministrativista Massimo Severo Giannini (1915-2000), suo maestro e mentore.
Cassese si laurea con una tesi sul corporativismo fascista, relatore Giannini – grazie al quale sceglie il diritto amministrativo – ed avvia il suo pluridecennale percorso di ricercatore e docente universitario, fino alla nomina novennale a giudice costituzionale (2005-2014) su designazione del presidente Ciampi. Allo stesso tempo matura intense esperienze di diritto vissuto sul campo all'interno dell'amministrazione pubblica, dapprima presso l' Ente nazionale idrocarburi (Eni) – all'epoca guidato da Enrico Mattei – e poi nell'ambito di decine di consigli e comitati ministeriali e parlamentari, sin dall'avvio della stagione riformatrice della programmazione economica (negli anni '60) con il nascente centrosinistra ed il ministro Antonio Giolitti.
È chiamato dal presidente De Mita come esperto nel Comitato per il programma di governo (1988) e da Cossiga ed Andreotti come presidente della neocostituita Commissione sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. È, tra l' altro, presidente dell'Immobiliare Italia e del Banco di Sicilia, ma anche autore prolifico di trattati e monografie scientifiche oltre che di molteplici saggi ed articoli per giornali e riviste (per circa 1.600 titoli).
Cassese ricorda i suoi due maestri di accademia, un giurista ed un economista. Il primo Giannini, giuspubblicista e ministro della Funzione pubblica nel 1979, di cui lo stesso Cassese ripeterà l'esperienza ministeriale nel governo Ciampi (1993) e a cui succederà nella prestigiosa cattedra presso l'Università Sapienza di Roma, dove ha insegnato dal 1985 al 2005. L'altro mentore è il grande economista marchigiano Giorgio Fuà, fondatore ad Ancona della libera Università di Urbino, nella cui facoltà di Economia Cassese ha insegnato ed è stato preside e con cui ha lavorato presso l’Eni.
La produzione del giurista atripaldese ha sviluppato, in oltre un cinquantennio, numerosissimi temi – declinati in modo originario ed innovativo, anche con aperture internazionali – intersecando le ricerche a base giuridica ed amministrativa con ampie indagini storico-sociali ed economiche e con ricerche statistiche, politologiche e di scienza dell'amministrazione.
Gli argomenti trattati si dispiegano – affrontando questioni storiche intrecciate a problemi nuovi – dalle partecipazioni statali alla proprietà pubblica; dal principio costituzionale ed amministrativo di imparzialità alla partecipazione del privato al procedimento; dallo studio delle burocrazie al diritto pubblico dell'economia attraverso manuali e trattati, sino ai grandi temi della globalizzazione e dell'universalità del diritto – che oggi si sviluppa oltre lo Stato – ed ai nodi sempre attuali della crisi della democrazia e della rappresentanza.
A rinverdire le radici irpine Cassese cita tra l’altro l’esperienza recente di presidente del Centro “Guido Dorso” – “custode di Lari e Penati della tradizione avellinese” – ed i rapporti rinsaldati con Carlo Muscetta, Luciano Carfagna, Antonio Maccanico, Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, Gerardo Bianco.
A Cassese – aldilà delle diverse scuole di pensiero – deve essere riconosciuta una straordinaria costanza e dedizione di impegno scientifico; una profonda ed instancabile etica del lavoro; la padronanza dei principi coniugata con la chiarezza del linguaggio comunicativo ma anche con l'analisi e l'osservazione più minuta delle fattispecie; l'inquadramento storico-comparatistico degli istituti con una continua capacità innovativa; una forte postura critica congiunta però ad una incessante disponibilità al ragionamento ed al dialogo costruttivo.
Del divulgatore e comunicatore colpisce la efficacia espositiva nell'anticipazione dei temi enumerati in ordine logico, ponendo i problemi prima di dar loro soluzione – alternando l'illustrazione di una teoria con un esempio o un fatto applicativo – oltre alla capacità di documentare e motivare analiticamente le proprie opinioni, anche quando risultano minoritarie.
Oggi, ad ottantanove anni, il lucidissimo ed attivissimo prof. Cassese continua a produrre a ritmo serrato pubblicazioni scientifiche e divulgative e ad offrire la sua acuta visione di assiduo editorialista ed opinionista, contribuendo ad animare ed illuminare i temi centrali del dibattito pubblico – spesso asfittico e conformista – con osservazioni e riflessioni, magari non sempre condivisibili ma sempre originali e razionalmente argomentate.
