AVELLINO – Presentato questo pomeriggio, al circolo della stampa di Avellino, Nubivago, la raccolta di poesie di Rocco Massimo Melchiorre. Dinanzi ad un folto pubblico a dialogare con l’autore sono stati Martina Bruno, Franco Festa, Generoso Picone e Antonio Fusco. A moderare i lavori è stato Marco Festa. Qui di seguito proponiamo la prefazione al libro curata da Antonio Fusco.
* * *
Quando coltiviamo una relazione sana e serena con la lettura, ci chiediamo o dovremmo chiederci, prima di tutto, cosa ci attrae di essa, qual è la sensazione che vorremo vivere: solo allora saremo pronti non solo ad abbandonare temporaneamente la realtà ma a vivere un altrove.
Se mi chiedeste di racchiudere questa raccolta in un aggettivo, vi direi senza esitare che è originale sin dal titolo, un'analisi sottile dei sentimenti e delle emozioni. Il libro rappresenta e descrive tutta la forza e la trasparenza di un'anima, che vive e accoglie la realtà, che è anche vivida, la realtà del quotidiano.
Se questo per voi sarà il primo incontro con quest'autore, l'approccio alla sua poesia potrà risultare un po' ostico e, forse, lasciarvi un retrogusto di malinconia: niente paura, è solo il frutto della forza dei versi di generare sentimenti diversi a seconda dello stato d'animo di un lettore o di un uditore.
La lettura consegna una gran capacità del poeta nel cogliere quelle verità difficili da negare che, in fondo, altro non sono che le fasi della vita di ognuno: "dai giorni infernali del proprio io, affrontando mostri ciclopici e resistendo al richiamo delle sirene" fino alla partenza verso l'altrove "vela contro vento Ticchettio di passi di barca che accarezza il mare e parla piano, Sottovoce mi riscaldo [....] il cielo non ha nubi solo disegni a colori [.....]" verso quella libertà che diviene sublimazione del sentimento d'amore che si dipana pian piano, evolvendosi nella coppia " [.....] ti amo ti amo ti amo [...] oggi costruisco il mio palazzo di certezze e non di carta ingiallita dal tempo [...j".
La poesia offre al lettore "momenti di profonda riflessione, generando sentimenti comuni rivolti al cambiamento: perché un uomo che prova a cambiare se stesso è un uomo che prova a migliorare il mondo": ecco la grande forza unificatrice della poesia.
Nel fluire dei versi si respirano ansie, paure, solitudini che presto svaniscono ne1 caleidoscopio della gioia, della speranza, della rinascita: è qui che ogni lettore diviene parte di pennellate di un di-segno che prende forma, forza e sostanza sulla tavolozza per farsi scena e diventare racconto, un racconto che si finisce col sentire anche come il proprio racconto.
La struttura poetico-narrativa è impreziosita, a inizio di ogni poesia, da una frase motivazionale, davvero originale. Indovinata, poi, anche l'immagine delle nuvole: "Nubivago che vaga tra sogni ed idee" a richiamare la dimensione onirica, sinonimo di libertà che spinge a guardare oltre ma che, qui, non tarda a farsi concreta nell'idea.
Se oggettivamente creare, scrivere richiede fatica e impone di cercare, trovare e non perdere mai la propria originalità, che evolve man mano in quel tratto distintivo e riconoscibile che diventa il proprio stile, non si può non essere d'accordo con l'autore quando sostiene che: "leggere una poesia è raccogliere lo sfogo di un'anima, sentirsi sussurrare all'orecchio parole che riconciliano con il mondo e ci raccontano di chi l'ha scritta": in fondo, è difficile trovare poesie che non ci raccontano del poeta.
Ecco Nubivago: un sali e scendi di emozioni, un viaggio che, credetemi, pagina dopo pagina, verso dopo verso, si avrà sempre più voglia di continuare. Non soltanto una raccolta di poesie: questo libro e il suo autore vi chiederanno un momento per fermarvi a riflettere e, tenendovi per mano, vi condurranno alla scoperta di "stanze", luoghi, insomma, del loro universo, per condividere espe-rienze, di sogni e di speranze. Buon viaggio, buona lettura.
More images...Aggiornamento del 7 dicembre 2024, ore 8.23 – Il prossimo sabato, 14 dicembre 2024, presso il circolo della stampa di Corso Vittorio Emanuele, sarà presentato “Nubivago”, raccolta di poesie ed ultima fatica di Rocco Massimo Melchiorre edito da “Il Papavero”: un saliscendi di emozioni, un viaggio che si avrà sempre più voglia di continuare. L’occasione ci offre l’opportunità per una piacevole conversazione con l’autore.
La mia prima curiosità è chiederti hai seguito un corso formativo di scrittura creativa o sei un autodidatta?
Ho frequento per diverso tempo un’associazione che si occupava di arte, dove la scrittura era al centro di dibattiti, riunioni e lezioni. Una fucina di idee che mi è servita molto.
Hai già pubblico altri libri, dopo diverso tempo ecco “Nubivago”. Come nasce l’esigenza di questa nuova pubblicazione?
Pubblicare è una forma di dono, prendere dei frammenti di vita e donarli al pubblico. È sicuramente un legame che si crea tra chi scrive e chi legge e chi legge a volte si immedesima, perché determinate vibrazioni sente che gli appartengono.
Perché poesia e non narrativa in questo momento della tua vita?
Perché la poesia è diretta, raggiunge il lettore e lo trasporta in un’altra dimensione parallela e reale. La poesia non è solitudine, è una compagna di viaggio che accende luce su angoli bui della nostra vita.
Cosa rappresenta la poesia per te?
È colei che mi accompagna nei giorni della mia vita, è la mia terapia. La poesia spesso mi aiuta a scalare quelle che sono le mie montagne, vere o immaginarie.
Perché Nubivago?
Nubivago è l’uomo perfetto, vaga tra i sogni e prova a realizzarli. Ha idee proprie, ha la propria identità, si allontana dalla massa e dalle immagini iconiche che spesso la società ci vuole imporre. Nubivago è, non appare.
Dall’originalità del titolo sembrerebbe un libro solo per sognatori
È un libro vero per chi decide di essere libero, la libertà ha un costo da pagare quindi Nubivago è per chi vuol essere libero senza avere frontiere o confini.
Hai un poeta preferito ed una poesia preferita?
Il mio poeta preferito è Nazim Hickmet e, secondo me, la sua poesia migliore è “Il più bello dei mari”.E poi c’è Alda Merini, con la sua “Ho bisogno di sentimenti”.
In questa raccolta c’è una poesia preferita e se sì perché?
La mia poesia preferita? È sempre quella che devo ancora scrivere.
Ti ringrazio per la disponibilità, formulandoti un grande “in bocca al lupo” per questa nuova avventura editoriale.
Lunga vita al lupo.
Aggiornamento del 25 novembre 2024, ore 9.53 - Nubìvago di Rocco Massimo Melchiorre sarà presentato sabato 14 dicembre 2024, alle 18, presso il circolo della stampa in Corso Vittorio Emanuele ad Avellino. Una raccolta di poesie che, come descritto dal filologo e giornalista Antonio Fusco nella prefazione dell’opera “rappresenta un saliscendi di emozioni, un viaggio che si avrà sempre più voglia di continuare”.
Nubìvago è una raccolta di poesie, un invito alla riflessione tra “stanze” e luoghi intimi. Un viaggio tra sogni e speranze. Edito da Il Papavero è impreziosito dalle illustrazioni di Anna Calabrò.
«Un libro di poesie è il tuo biglietto per le montagne russe. La poesia è operaia perché scava a mani nude. È universale. Non pretende nulla da nessuno né tantomeno pretende di essere letta da tutti. Si pone a disposizione di chi vuole migliorarsi, crea bellezza per vivere meglio. Ogni poesia merita di essere letta sempre, perché ha la capacità di trasportarci laddove vuole», spiega l’autore Melchiorre che nella scrittura ha trovato un rifugio terapeutico che può essere di ispirazione.
Un storia da raccontare e da leggere. Un momento di quiete in mezzo alla tempesta degli accadimenti contemporanei. Appuntamento sabato 14 dicembre 2024, alle 18, per un dibattito al quale prenderanno parte personalità di spicco del mondo culturale avellinese con i saluti del sindaco Laura Nargi ai relatori presenti al tavolo.
