AVELLINO – Nella 47ª puntata de "I libri del Dorso" ci immergiamo in uno dei capolavori assoluti della narrativa del Novecento: "Fontamara" di Ignazio Silone (pseudonimo di Secondino Tranquilli). Attraverso l’analisi di questo romanzo straordinario, esploriamo come la "questione meridionale" non sia stata solo un tema da saggi storici o economici, ma un grido di dolore e dignità passato attraverso la grande letteratura, al pari delle opere di Carlo Levi e Rocco Scotellaro.
Cosa approfondiremo in questo episodio:
Il profilo dell'autore: Dalla tragedia del terremoto della Marsica all'attivismo politico; la figura di Silone come "comunista senza partito e cristiano senza chiesa".
L’odissea editoriale: La nascita di Fontamara in esilio, la prima pubblicazione in Svizzera in lingua tedesca (1933) e il successo internazionale che portò l'opera a ricevere ben dieci candidature al Premio Nobel.
I personaggi simbolo: Analizziamo le figure iconiche del borgo immaginario (ma realissimo) di Fontamara: dall’opportunismo dell’avvocato Circostanza alla voracità di Carlo Magna, fino alla tragica ed eroica figura di Berardo Viola.
L'ignoranza come arma: Come il potere si approfitta della semplicità dei contadini (i "cafoni") attraverso inganni linguistici e soprusi legati a beni primari come l'acqua e la terra.
Il finale epico: La trasformazione di una plebe rassegnata in una comunità che tenta la denuncia, pagando il prezzo più alto di fronte alla violenza del regime.
Un racconto necessario per comprendere l'Italia profonda del primo Novecento e la lotta universale contro l'ingiustizia.




