AVELLINO – Al nostro occhio è bastato allontanarsi per qualche giorno dalla nostra città, cambiare il suo punto d’osservazione, cambiare paesaggio, cambiare realtà per avere la percezione di essere davvero “in un altro mondo” e questa settimana con il nostro sguardo proveremo a raccontarvi tutto questo.
Ricordate quei “dettagli” che osservando e passeggiando per la nostra città saltano all’occhio in negativo? Ebbene, visitando l’elegante Spello, con i suoi suggestivi “vicoli in fiore”, entrando in contatto con l’ordinato e composto caos calmo dei pellegrini e con la particolare atmosfera di Assisi o con la suggestiva Spoleto, ci si accorge che quegli stessi “dettagli” in queste zone saltano all’occhio al contrario e l’averlo costatato, credeteci, per noi che per vocazione raccontiamo osservando, è davvero un colpo al cuore: ordine, attenzione ai dettagli, minuziosa manutenzione e cura degli spazi, pulizia costante e sempre garantita, cura del verde, piena accessibilità ed accoglienza garantita a tutti ovunque e molto altro ancora, sono una costante che tutti sanno far propria. Insomma ci viene da pensare che ci siamo trovati di fronte ad un perfetto esempio di oculata programmazione, spiccato senso civico e di volontà, in una parola di civiltà.
Ecco qualche esempio a certificare quanto appena affermato e descritto relativamente alla piena accessibilità a persone con limitata capacità di deambulazione o non deambulanti. La prima tappa del nostro viaggio ci ha condotto alla scoperta del Duomo di Spoleto, la Basilica di Santa Maria Assunta: conosciuta anche per essere “set”, con i suoi ambienti esterni, di una fiction Rai di successo, la chiesa presenta una rampa d’eccesso ed altre ben distribuite al suo interno, a limitare al minimo i disagi dei pellegrini.
All’interno del Duomo, inoltre, è custodita una significativa e rara testimonianza: la lettera a frate Leone, una delle due lettere autografe di San Francesco. Non si può salutare Spoleto senza aver visitato la suggestiva chiesa di Santa Eufemia e aver percorso il Ponte delle due torri, altri due luoghi legati alla citata fiction Rai. È importante sottolineare ancora come la chiesa di Santa Eufemia, oltre a presentare una rampa d’ingresso alternativo laterale, a breve ne prevederà un’altra al portale d’ingresso centrale.
La seconda tappa del viaggio ci ha condotto ad Assisi, straordinario luogo di silenzio e pace. Accolti dal saluto “il signore ti dia pace”, visitiamo la duplice Basilica di San Francesco. Scrigno di storia e spiritualità, le pareti della basilica superiore sono interamente ricoperte da affreschi di Giotto che incantano chiunque li osservi per l’assoluta originalità dello stile e la straordinarietà del loro racconto.
Ancor più suggestiva è la visita alla basilica inferiore. L’intera superficie dipinta racconta in una sintesi magistrale il cammino ascetico di San Francesco.
Centrale nella visita alla basilica inferiore è decisamente l’intimo momento di preghiera sulla tomba del Santo (unico luogo non accessibile alle persone non deambulanti). Inconveniente comunque superabile dalla grande aura di serenità ed intenso raccoglimento di questi luoghi.
Suggestiva, poi la visita al Duomo di Assisi dedicato a San Rufino ed alla Basilica di Santa Chiara.
Un percorso di fede che non può non concludersi con una visita al complesso di Santa Maria degli Angeli, ed alla basilica omonima con la “Porziuncola”: una chiesa nella chies, perché ubicata all’interno della basilica, è il luogo in cui San Francesco comprese la sua vocazione e fondò l'Ordine dei Frati Minori (1209).
Immancabile, infine, una sosta alla Cappella del transito. Anch’essa all’interno della Basilica di Santa Maria Degli Angeli, è il luogo in cui San Francesco termina la sua vita terrena il 3 ottobre 1226. Situata a pochi passi dalla Porziuncola, la cappella conserva la memoria di quel momento e importanti testimonianze d’arte. Ancora un cenno alla tappa di Trevi, dove abbiamo visitato il suggestivo Museo dell’Olivo.
Ora, pur nella consapevolezza che tentativi di risoluzione ai tanti problemi che affliggono la nostra città sono stati avviati, sentiamo comunque vivamente di consigliare ai nostri nuovi amministratori, alla Curia ed ai rappresentanti dalla Sovrintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Avellino e Salerno una visita di questi luoghi perché se l’inerzia in chi è chiamato a porre il giusto rimedio dovesse continuare a corrispondere ad incapacità e/o insipienza, con particolare riferimento alla piena accessibilità alla nostra Cattedrale e/o a luoghi aperti al pubblico, allora sarà giusto modo poter dimostrare quanto possibile sia la soluzione quando sono la perizia e la volontà a ricercarla: dunque, “tacciano le parole, facciano le opere” (profonda esortazione morale associata a Sant'Agostino).
Buon viaggio e buon lavoro.




