AVELLINO – Continua il nostro viaggio in quattro tappe nel capoluogo per raccontarvi ancora di segnali di concretezza e attivismo.
Con la prima tappa siamo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Mancini, dinanzi all’ottocentesco Palazzo De Peruta, fino al 1995 storica sede comunale e negli ultimi anni sede del giudice di pace. Ebbene oggi apprendiamo che la volontà della struttura commissariale sarebbe quella di tornare all’antico con il trasloco dell’intera attività comunale ora a Piazza del Popolo.
Si sono avviate le procedure per l’aggiornamento tecnologico di Palazzo De Peruta con un impegno di spesa pari a circa un milione e mezzo di euro, attinti dai fondi Prius per permettere di realizzare nuovi impianti ad alta efficienza energetica e migliorare le prestazioni termiche all’interno del Palazzo. Se non ci saranno intoppi di sorta il rinnovato Palazzo De Peruta sarà consegnato alla città entro la fine del mandato della struttura commissariale per poter così consentire all’amministrazione comunale che verrà di insediarsi nella ritrovata storica sede. Una scelta dal forte valore simbolico ed identitario.
Com’è noto la volontà a riportare la sede comunale a Palazzo De Peruta si deve al compianto sindaco Antonio Di Nunno. Tentativi in tal senso sono venuti anche dagli ex sindaci Festa e Nargi ma i costi e l’impossibilità di garantire in tempi rapidi una nuova sede agli uffici del giudice di pace hanno impedito il buon esito dell’operazione.
Oggi ci si riprova anche per dar seguito ad un altro importante progetto per la nostra città: il polo di Avellino dell’Università degli Studi di Salerno che avrebbe garantita, finalmente, la disponibilità dell’intero complesso di Piazza del popolo, come da accordi sottoscritti tra il Comune di Avellino e l’ateneo salernitano.
È importante segnalare come il polo di Avellino dell’Università degli studi di Salerno è comunque già presente proprio a Piazza del Popolo risultando, però, un ibrido tra uffici comunali ed uffici universitari. Sarà impegno della struttura commissariale reperire una sede idonea ad ospitare il giudice di pace a garanzia del buon esito dell’intera operazione.
Con la seconda tappa resteremo a Palazzo di Città dove, nei giorni scorsi, alla presenza dei sindaci di Mercogliano, Atripalda, Monteforte Irpino e del commissario prefettizio del capoluogo sì è firmato un protocollo d’intesa volto all’attivazione di azioni istituzionali finalizzate alla riqualificazione e alla messa in sicurezza del torrente Fenestrelle.
Il protocollo, di cui Avellino è primo firmatario e Comune capofila, disciplina i rapporti tra i Comuni attraversati dal torrente Fenestrelle per la realizzazione della progettazione di fattibilità tecnico-economica relativa a interventi di riqualificazione idrica, ambientale e paesaggistica, con l’obiettivo di mitigare il rischio idrogeologico, aumentare la sicurezza del territorio e migliorare la qualità urbana.
Il Comune di Avellino, in qualità di capofila, assumerà Il ruolo di soggetto attuatore e dunque sarà stazione appaltante col ruolo di coordinamento delle singole attività attraverso un ufficio di progettazione intercomunale. I Comuni coinvolti collaboreranno fornendo supporto tecnico-amministrativo e predisponendo gli stralci progettuali relativi ai loro territori al fine di garantire una visione organica e condivisa degli interventi.
L’intesa rappresenta un passaggio strategico e fondamentale per l’accesso ai finanziamenti statali, regionali ed europei, in particolare nell’ambito del programma Fsc 2021-2027 Patto per lo sviluppo della Campania, dedicato alla tutela ed al mantenimento della qualità ambientale. Le parti coinvolte, dimostrando sensibilità verso il tema ambientale da sempre centrale nella vita e nello sviluppo di una comunità, inducono a confidare in una celere concretizzazione di tutto quanto sottoscritto con la partenza di progetti e programmi.
Con la terza tappa apprendiamo di buone notizie riguardo al futuro dello stadio Partenio-Lombardi. Realizzato nel 1971 e poi ampliato due volte nel 1978, per la promozione in serie A, con la nuova Curva Sud e la Tribuna Terminio, e nel 1985 con il raddoppio della Curva Nord, prima del restyling del 2013 dell’ultimo adeguamento nel 2025, oggi è tra i beni ritenuti alienabili da Palazzo di Città che resta in attesa di una quantificazione corretta e trasparente del valore del bene da parte dell’Agenzia delle Entrate per poter così procedere alla messa a bando con la cessione a privati garantendo, com’é ovvio, il diritto di prelazione a favore dell’Us Avellino che, peraltro, ha assicurato piena disponibilità all’acquisto ed alla “ristrutturazione a pezzi” dell’impianto sportivo di Via Zoccolari. Non possiamo che restare in fiduciosa attesa augurando buon lavoro.
Un aggiornamento nel merito: mentre scriviamo, apprendiamo che l’Agenzia delle Entrate ha fatto pervenire a Palazzo di Città una stima provvisoria del valore dello stadio Partenio Lombardi pari a 5 milioni e mezzo di euro. Ora l’ufficio provinciale di Avellino dovrà avviare e concludere le attività per una valutazione immobiliare tecnico-estimativa dello Stadio comunale Partenio-Lombardi entro 120 giorni, quindi non oltre il mese di giugno. Si tratta di tempi compatibili con la scadenza dell’attuale concessione annuale all’Us Avellino 1912.
La quarta tappa ci conduce dinanzi alla Dogana. Mentre i ponteggi iniziano a scendere tra le impalcature che si aprono come quinte di un teatro, torna a farsi vedere la facciata della Dogana. Un’apparizione attesa, che segna l’ultima fase del restauro di uno degli edifici più amati e simbolici della città.
Il Palazzo della Dogana riemerge poco a poco lasciando intravedere i dettagli recuperati e il nuovo volto di un bene storico di inestimabile valore. Entro questo mese, fa sapere Palazzo di Città, Avellino potrà riappropriarsi completamente di questo luogo restituito al centro storico dopo un lungo e complesso intervento di riqualificazione.
Per il futuro si guarda avanti: la Dogana diventerà un centro servizi per i giovani, uno spazio aperto alla cultura, all’imprenditorialità ed allo sviluppo di competenze.
Non è tutto, il futuro della Dogana si apre anche ai privati, con la possibilità di una partnership pubblico-privato per la valorizzazione degli immobili storici, con la possibilità di accedere ai fondi della Fondazione per il Sud. L’obiettivo del commissario Giuliana Perrotta resta, comunque, quello di coinvolgere direttamente la città nella futura gestione del bene.
Ancora buone notizie, dunque, che speriamo viatico per l’amministrazione comunale che verrà a proseguire sulla strada tracciata.
