AVELLINO – Dopo una settimana di pausa torna l’occhio sulla città e propone una passeggiata in tre tappe tra risposte e proposte d’impegno per l’amministrazione che verrà.
Con la prima tappa siamo in via Fratelli Troncone. Ricordate la chiesa di Maria Santissima Addolorata? Ebbene, in un quadro di riqualificazione dell’intera zona con, al centro, il “ Parco regionale del Fenestrelle” e “Parco Manganelli-Santo Spirito”, torniamo a chiedere: dove è finito il progetto che coinvolge anche l’Addolorata”?
Acquisita a patrimonio comunale, la settecentesca chiesa è ubicata a ridosso di uno dei principali accessi al parco, al confine tra i Comuni di Avellino e Atripalda, alla confluenza delle direttrici per i due centri urbani, un tempo centro urbano unico.
La chiesa, già oggetto nel 2018 di lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza, nelle intenzioni di Palazzo di Città doveva diventare il Centro direzionale e l’infopoint, prima del “Parco regionale del Fenestrelle”, ed oggi, a quanto si apprende, lo dovrà diventare anche dell’attiguo “Parco Manganelli-Santo Spirito”. Tutto molto bello, tutto molto interessante ma duole dover costatare che siamo a sabato 2 maggio 2026 e il cantiere della chiesa appare desolatamente ed inspiegabilmente fermo. Insomma, siamo ancora e sempre “tra color che son sospesi”.
Auspichiamo, dunque un altro slancio d’attivismo da parte della struttura commissariale volto a fare chiarezza sui ritardi accumulati e magari assumere l’onere di verificare lo status quo per una celere ripresa dei lavori.
Con la seconda tappa siamo nel centro storico del capoluogo, in via Gradelle ai miracoli”, alle spalle del Victor Hugo, poco distante dal castello longobardo e dalla Fontana di Bellerofonte e posiamo il nostro sguardo sulla chiesa di San Nicola dei Greci. Ebbene, ad un anno e mezzo dalla prima interlocuzione del Comune con il proprietario dell’edificio, nulla più è stato fatto per il recupero di questa antica chiesa in stile gotico. Passano i mesi e la vegetazione spontanea tutt’intorno continua a crescere rigogliosa. Dunque, in piena campagna elettorale, l’auspicio è che tra gli impegni che si vorranno assumere si possa trovar spazio anche per San “Nicolillo”, come da sempre affettuosamente gli avellinesi definiscono questa chiesa. Pensare alla riqualificazione di questo luogo di culto rappresenterebbe un altro tassello nell’ideale percorso di valorizzazione del cuore antico della città, la “Collina della Terra”. Accompagnati dalla piacevole percezione di essere ascoltati siamo in fiduciosa attesa.
La terza ed ultima tappa ci conduce in via Morelli e Silvati e mentre ci soffermiamo ad ascoltare il grido di dolore del Centro sociale Samantha Della Porta, sempre più solo imprigionato da un inaccettabile degrado ed abbandono, apprendiamo dell’apprezzabile proposta avanzata dal Comune che ha reso disponibili a Quattrograna Ovest i locali della nuova struttura realizzata nell’ambito del programma avviato nel 2000 per iniziare a rivitalizzare le periferie cittadine.
“Alle organizzazioni sindacali, ai giovani ad alle associazioni del capoluogo, è affidato un ruolo centrale nella gestione e nell’animazione dello spazio”, ha fatto sapere il commissario Perrotta. “Le parti interessate, dunque, saranno chiamate a rendere questo Centro un luogo aperto alla comunità, dedicato ad attività culturali, sociali e ricreative, con particolare attenzione ai più piccoli, alle famiglie e alle fasce più fragili della popolazione”, ha spiegato ancora l’attuale governo cittadino che rende noto, inoltre, di voler consegnare la nuova struttura entro la fine del suo mandato.
el frattempo, però, come detto, ci si dimentica della storica struttura di via Morelli e Silvati, realizzata nel dopo terremoto grazie ad una donazione che mirava a favorire la rinascita della comunità intorno a strutture pubbliche destinate alla collettività, come, ad esempio, il conservatorio Cimarosa.
Intitolato a “Samantha Della Porta”, la più giovane vittima del sisma del 1980, il centro sociale è chiuso da anni in attesa di un programma di interventi di riqualificazione mirati ad una sua eventuale possibile riabilitazione alla funzione, al momento, nemmeno pianificato. Altro onere a cui, siamo certi, tanto l’attuale governo cittadino quanto l’amministrazione comunale che verrà non vorranno sottrarsi.
Ancora tre tappe, speriamo, viatico per gli amministratori che verranno a proseguire sulla strada tracciata nell’esclusivo interesse della nostra città e della nostra comunità.




