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    17/05/2026

L’occhio sulla città/L’impegno della responsabilità, il coraggio della volontà

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita4_av_cors_vit_em.jpgAVELLINO – L’offerta di questa campagna elettorale è variegata e ricca di spunti interessanti. Ogni  elettore è spinto a veder realizzata la propria idea di città e ad avere risposte alle proprie aspettative. Con l’imminente tornata elettorale ci prepariamo a vivere un momento decisivo: non andremo ad eleggere questo o quel sindaco, ma a decidere  quali priorità far  prevalere. Gli elettori non possono votare di pancia ma devono decidersi, con scienza e coscienza, verso la città del futuro, guidati non solo dai bisogni, ma anche dalle  speranze “perché reimpostare il passato non è lo stesso che impostare il futuro”. I candidati non possono essere mossi da motivi di rivalsa o di riscatto: la politica non è una professione, ma una…missione e una vocazione dove al centro non c’è l’affermazione dell’io, ma il bene comune.

Ecco, dunque, l’impegno della responsabilità ed il coraggio della volontà. Accanto e prima della città del futuro, però, bisogna ritrovare la città del presente avvalendosi di competenze che possano restituire centralità, ad esempio alla cultura, attingendo ad una ricca tradizione, magari ripensando  al “Teatro pubblico campano” per la gestione del Teatro Gesualdo, ormai “lontano dai suoi anni d’oro” o riproporre la partnership tra il Comune di Avellino, la Regione Campania ed il ministero della Cultura per fare dell’ex Eliseo la sede distaccata dell’Accademia del Cinema di Roma o, ancora, ipotizzare una messa a bando del Teatro Gesualdo con la gestione affidata ad associazioni locali o a privati del settore. Solo qualche suggestione d’indirizzo affidando alla nuova amministrazione la decisione e la  scelta  più funzionale.

Ma le priorità di cui necessita il capoluogo sono tante ed impegnative e meritano cura, attenzione e competenza. Proviamo ad elencarne alcune.

C’è il problema della viabilità e della riqualificazione di tutte le strade cittadine:     un adeguato impegno che porti ad una soluzione definitiva, sarebbe in grado di cambiare totalmente l’aspetto della città rendendola più decorosa e totalmente fruibile. Ci piacerebbe una città dove ci si possa divertire senza eccessi promuovendo una “cultura della vita”, dove ci siano “luoghi”, non solo spazi, vie asfaltate, piazze accoglienti, plessi scolastici dove si possa insegnare la bellezza anche solo con l’arredo “e i quadri”, aiuole e polmoni verdi ben curati, una città dove la Cattedrale fosse  finalmente accessibile a tutti.

Ancora: bisogna incoraggiare la scuola, impiantare sedi universitarie e promuovere momenti di socialità e di incontro sui grandi temi. Pensiamo al polo di Avellino dell’Università degli studi di Salerno che necessita di una definitiva sistemazione così come gli uffici del giudice di pace che dovranno lasciare spazio al trasferimento del Comune nella sua sede storica di Palazzo De Peruta.

Nel merito fonti di Palazzo di città fanno sapere che si sta già lavorando in tal senso: la struttura commissariale, infatti, vorrebbe procedere al trasloco entro la fine del proprio mandato per consentire alla nuova amministrazione di insediarsi nella rinnovata storica sede. Difficile ma staremo a vedere.

In un’ottica di priorità non possiamo che far nuovamente cenno alla Dogana che, dopo la recente inaugurazione, attende di aprirsi al futuro con la nuova amministrazione che dovrà individuare la soluzione più funzionale  riempiendola adeguatamente di contenuto; al Palazzo della Cultura “Victor Hugo” che, terminato il restauro, dovrà ritrovare centralità: alla nuova amministrazione il compito di riempirlo adeguatamente di contenuto; alla “Casina del Principe, che, ad oggi, appare svuotata e dimenticata: alla nuova amministrazione il compito di restituirle futuro, riempiendola adeguatamente di contenuto.

Non possiamo sottacere, infine, il tema dell’edilizia popolare cittadina, con i numerosi edifici completati ma  non ancora assegnati: nessuna burocrazia potrà spiegare tanto ingiustificabile ritardo. Alla nuova amministrazione l’onere di dover garantire adeguata e definitiva risoluzione  all’annoso problema nel rispetto di tutti coloro che ancora  attendono concreta risposta.

Solo qualche cenno alle tante priorità e necessità della nostra città: alcune saranno di facile soluzione, altre meriteranno un maggiore impegno e dovranno essere supportate da  competenze specifiche ma tutte avranno bisogno di concretezza d’azione. Solo dopo si potrà parlare della città del futuro che si ha in animo di disegnare.

Ognuno quindi scelga con attenzione il sindaco che  vorrà sostenere e da questi pretenda tutto quanto promesso e assicurato, Per poter dare sostanza a tutto questo, però, c’è bisogno di una spiccata sensibilità di partecipazione che garantisca al nuovo governo cittadino quella stabilità che gli consenta di espletare il mandato senza  scossoni e senza interruzioni.

In fondo, solo un risveglio collettivo può riaccendere la speranza, non facciamoci prendere, perciò, dall’egoismo della superficialità.

 

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