AVELLINO – Sono tanti i progetti e i programmi immaginati dal Comune per tentare di ridisegnare la nostra città, progetti e programmi che, in gran parte, hanno incontrato anche il nostro plauso e che ora necessitano di trovare attuazione per non restare solo buoni propositi.
Il pensiero ci riporta al Polo di Avellino dell’Università degli Studi di Salerno: l’amministrazione comunale e l’ateneo salernitano, infatti, ragionano sull’ampliamento dell’offerta formativa nel capoluogo, usufruendo anche dei locali del rinnovato ex Macello di Avellino, che è ormai pronto ad essere riconsegnato alla città.
All’interno di una struttura all’avanguardia, realizzata attingendo dai fondi Pnrr per un impegno di spesa di circa 9 milioni di euro, oltre alla presenza di un innovativo Polo informativo, formativo e di ricerca sulla raccolta differenziata, potrebbero sorgere corsi e percorsi formativi universitari di Unisa, che andrebbero ad integrare quelli già presenti nel capoluogo presso il Palazzo degli uffici di Piazza del Popolo.
Il tutto sempre in attesa che il Polo di Avellino dell’Università degli Studi di Salerno abbia finalmente garantita la piena disponibilità dell’edificio di Piazza del Popolo, nel rispetto degli accordi sottoscritti ormai da tempo tra il Comune e l’ateneo salernitano.
Non è tutto: nell’atto che si sta redigendo tra le parti figurano anche altre strutture di Borgo Ferrovia come il campo da calcio e l’ex edificio attiguo alla stazione un tempo utilizzato dai ferrovieri, che potrebbe diventare uno “studentato”. Il progetto, per il quale presto si dovrebbe arrivare alla firma, prevede un comodato d’uso gratuito che l’ateneo vorrebbe “trentennale con possibilità di rinnovo”. Insomma, un vero e proprio campus anche ad Avellino, con nuove facoltà, a partire da quella di psicologia, eventuali dipartimenti e strutture ricettive.
Intanto, il rinnovato ex Macello, realizzato nella zona est di Avellino, archivia un passato di degrado ed abbandono con l’obiettivo di rivitalizzare e trasformare l’area in un centro di monitoraggio ambientale con laboratori e locali di pregio improntati alla ricerca ad allo sviluppo. Staremo a vedere.
Il Comune, dal canto suo, si dice pronto ad accorpare nuovamente gran parte dei suoi servizi presso l’attuale sede di Piazza del popolo.
Il tutto ci sembra anacronistico, se si pensa che negli accordi appena descritti c’è proprio il dover consegnare ad Unisa anche l’intero Palazzo degli uffici.
Ricordiamo male o tra gli impegni in campagna elettorale anche dell’attuale amministrazione, nell’ambito della “riprogettazione esecutiva della nuova sede municipale”, il Comune avrebbe dovuto trasferirsi appunto nella sua sede storica di Palazzo De Peruta?
Non che tale cambiamento sia fondamentale per la vita della città ma lo diviene in quanto anello della catena per la piena attuazione dei vari impegni già assunti.
Ci pare di ricordare, a proposito, che tra gli edifici coinvolti nelle operazioni di “riorganizzazione del Polo di Avellino dell’Università degli Studi di Salerno”, ci sarebbe anche parte del Palazzo della Cultura Victor Hugo.
Pertanto è opportuno che questa amministrazione faccia chiarezza sulle proprie intenzioni e programmi un rapido algoritmo nel merito.




