Laceno d’Oro/Todo sentimento, l’amore totale nel video di Antonello Matarazzo

Martedì 04 Dicembre 2018 18:28 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli5_todosentimen.jpgAVELLINO – È una giornata ricca di appuntamenti quella di domani, 5 dicembre 2018, al Laceno d’Oro. Si comincia alle 15,45 alla sala 4 del cinema teatro Partenio dove è prevista la rassegna “Cortometraggi sottoprogramma 1”, nella sala 1 invece alle 16 c’è Spazio Campania.

A seguire Massimo Latini presenta il suo film “Ultima chiamata” (sala 4). Dal Partenio al Godot Art Bistrot dove c’è “Under Eletric Clouds” di Aleksey German jr. Alle 18,15 di nuovo presso il cinema Partenio (sala 4) appuntamento con “La Familia Chechena” di Martin Solà in fuori concorso. In concorso (19’45), sempre sala 4, invece c’è “Pierino” di Luca Ferri che incontrerà gli spettatori dopo la proiezione.

Antonello Matarazzo, regista e video maker, da sempre presente al Laceno d’Oro, alle 19 presso la sala 1 del Partenio, presenta “Todo Sentimento”, video musicale di Maria Pia De Vito e Chico Buarque de Hollanda. Il protagonista del brano è un poeta che aspira ad amare: e la domanda è: in  che modo un uomo votato alla sensibilità può raggiungere l’amore totale? A seguire la perfomance di Maria Pia De Vito.

“La presentazione di Todosentimento – spiega Gabriele Perretta – costituisce indubbiamente un fatto artistico e culturale di grande importanza poiché, oltre a rivelare un brano musicale di prima qualità, contribuisce alla conoscenza, a tutt’oggi ancora scarsa e frammentaria da noi, del riscontro di una delle più sentite relazioni artistiche di lingua italo-brasiliana, De Vito-Buarque. Il protagonista, la voce del tempo sentito, è un poeta che aspira ad amare. In che modo un uomo votato alla sensibilità può raggiungere l’amore totale? Esiste una strada che lo porti a questa méta (o metà)? Il sistema è il Bild, idea fissa dell’amore, che deve cedere il passo perlomeno a un Todo Sentimento, già più aperto all’esperienza visiva, ai problemi di una visione del mondo. Ma ciò che offre la canzone, immagine e modello è la scoperta dell’intimità del tempo dell’amore come aspetto della realtà; poiché la canzone è una delle ultime postazioni dove il sentimento possa ancora mantenere un contatto con la vita dell’altro nel suo insieme. E non può farlo che in un modo, lo stesso dell’artista e del poeta: domandare. L’intero attimo della voce e della prosa della canzone non è altro che una lunga richiesta. “L’interrogazione meditativa” di Buarque e De Vito è il cardine formale intorno al quale ruotano tutte le creazioni di questi due artisti e cantori internazionali e non è altro che un interrogativo esistenziale. (…). Questo è anche il modo che ha Matarazzo per raffigurare l’arte del suono, della voce e della distanza “sonettica” di immagine e poema. Per De Vito la voce è l’arte che più si addice alla bellezza dionisiaca, intesa come ebbrezza; per Matarazzo la musica è come una muta di cani lanciata contro la parete della rappresentazione”.

Si continua alle 20 ancora con Spazio Campania e poi “Ovunque Proteggimi” di Bonifacio Angius, alle 21,30 mentre alle 21,40 in sala 4 c’è la replica di “Erased, Ascent of the Invisible” di Ghassan Halwani.