AVELLINO – Secondo appuntamento venerdì prossimo al Carlo Gesualdo del cartellone del teatro civile con Moni Ovadia che, nell’ambito della settimana che commemora il Giorno della memoria, ricorrenza internazionale che culminerà con le celebrazioni del 27 gennaio, presenta “Senza Confini. Ebrei e zingari”, il concerto-spettacolo che è insieme divertimento e riflessione sui temi del razzismo.
Tra canti, musiche e storie rom, sinti ed ebraiche, il recital di Ovadia, che domani, alle 21.00, sarà ospitato presso la sala Truffaut della cittadella del cinema a Giffoni Valle Piana, vuole essere un contributo alla battaglia contro ogni razzismo, mirando a scardinare, con parole e musica, conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze, nonché a proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente. Se gli ebrei nel corso del tempo hanno ottenuto un proprio riconoscimento, una nazione e hanno gridato al mondo il calvario subito durante il nazifascismo, il popolo degli «uomini», ovvero i rom e i sinti, è ancora vittima dell’emarginazione. “Senza confini - Ebrei e zingari” è, nelle parole dell’autore, “un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo”. Obbiettivo è raccontare la storia di due popoli fratelli, quello ebraico e quello zingaro, che a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, accomunati dall’essere avvertiti come “altro” dalla comunità occidentale e insieme dall’essere costretti al nomadismo come risposta di dignità e di indipendenza alle persecuzioni nei loro confronti. Eppure ebrei, rom e sinti hanno saputo essere in tutto e per tutto popoli; per tradizioni, cultura, spiritualità, sentimento, anche se popoli senza burocrazia, senza esercito, senza retorica patriottarda, senza terra, senza confini. Due stirpi fratelli affiancati in una storia spesso tragica ma le cui strade si sono divise dopo le persecuzioni naziste. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, hanno avuto pieno riconoscimento della loro condizione di perseguitati e un immenso edificio di testimonianza costruito sulla Shoa. Il popolo rom invece continua a subire il calvario del pregiudizio e dell’emarginazione e tutt’oggi il tentativo nazista di realizzare il loro sterminio non è stato ancora riconosciuto.
«Il teatro Carlo Gesualdo dimostra di essere sempre più sensibile ai temi dell’attualità e dell’impegno civile – spiega il presidente Luca Cipriano – per questa ragione abbiamo pensato di celebrare la Giornata della Memoria nel ricordo delle vittime delle atrocità naziste con un attore, scrittore e drammaturgo del calibro di Moni Ovadia, ambasciatore universale dell’amore tra i popoli e paladino della dignità dell’essere umano. Un momento di grande riflessione all’insegna del grande teatro civile che da diverse stagioni compone il cartellone del Carlo Gesualdo». Dopodomani pomeriggio, alle 17.30, Ovadia incontrerà la stampa sul palcoscenico del teatro Gesualdo. Lo spettacolo sarà replicato per gli studenti delle scuole sabato 26 gennaio alle 10.30.




