AVELLINO – «La notte che divide il 17 dal 18 ottobre fu privato di vita D. Fabrizio Carafa duca d’Andria, giovin di bell’aspetto; essendosi esfrenatamente (non contento della bella e divotta sua moglie) dato agli amori di una donna di prima qualità [Maria d’Avalos], quale purtroppo condescese alla di lui libidine, dal marito di quella furono ambi ucisi nella propria camera, come viene più a longo scritto dal P. Marchese, già degnissimo vescovo di Puzuolo nel tomo IV del diario domenicano»: così riportò l’episodio dell’assassinio di Maria D’Avalos e Fabrizio Carafa, sorpresi in flagrante adulterio, Antonio Bulifon, nella cronaca dei suoi Giornali di Napoli relativa al mese di ottobre del 1590. Una delitto che fece notizia in tutti gli ambienti dell’aristocrazia napoletana dell’epoca. Ora quell’episodio viene riproposto sul palcoscenico del teatro – intitolato a Carlo Gesualdo, principe di Venosa, marito gelosissimo della D’Avalos, mandante di quel delitto destinato a segnare a fondo e a pieno la sua esistenza – ne L’assassino è innocente, lo spettacolo di teatro interattivo della storica compagnia napoletana de “Il Pozzo e il Pendolo” in programma domani, alle 21.00, nell’ambito del cartellone “Il madrigalista” allestito per le celebrazioni dei 400 anni dalla morte del principe di Venosa.
Per la prima volta nella storia del teatro comunale di Avellino attori e pubblico saliranno insieme sul palcoscenico per dare vita ad uno spettacolo che da 14 anni raccoglie uno straordinario successo in tutta Italia. I sei artisti napoletani della compagnia “Il Pozzo e il Pendolo” insieme ai 200 fortunati spettatori/attori che avranno il piacere di salire sul palco del “Gesualdo” e al “master” che li condurrà per mano nello sviluppo dello spettacolo, saranno i protagonisti di una storia che corre su un doppio binario: quello del passato e quello del presente.
«La storia di Carlo Gesualdo, Maria d’Avalos, e Fabrizio Carafa ha segnato in qualche modo la nascita de Il Pozzo e il Pendolo – spiega Annamaria Russo, regista de “L’assassino è innocente” e fondatrice della compagnia partenopea – Fu rappresentata per la prima volta a chiusura del calendario d’eventi del maggio dei monumenti del 1999 in piazza San Domenico Maggiore. Erano presenti circa cinquemila persone. Quell’inaspettato bagno di folla ci convinse che forse a Napoli mancava un luogo in cui si “raccontassero storie”. Per caso, o per destino, proprio in quella piazza trovammo un’antica rimessa di carrozze che ci sembrò il palcoscenico ideale per farlo. Sei mesi dopo, nel dicembre del 1999 si inaugurava il Pozzo e il Pendolo».
“L’assassino è innocente”, nella sua fortunata formula spettacolo/ gioco è stato il copione più rappresentato da Il Pozzo e il Pendolo. Hanno interagito con lo spettacolo almeno 15 mila persone, spalmate sulle oltre 200 repliche dal debutto.




