Avellino jazz, ecco gli Slivovitz

Giovedì 12 Settembre 2013 13:46 Red.
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Gli SlivovitzAVELLINO – Ultimi tre giorni ad Avellino jazz che, quest’anno, festeggia il ventennale. Domani, alle ore 21.00, presso il carcere borbonico, si esibiranno gli “Slivovitz”, un gruppo nato nel 2001 che,  a partire da Napoli, ha suonato in tutta Italia, toccando l’Ungheria, la Spagna, la Serbia e l’Austria. Con la formazione originale (Domenico Angarano al basso, Stefano Costanzo alla batteria, Derek Di Perri all’armonica, Marcello Giannini alle chitarre, Pietro Santangelo ai sassofoni, Riccardo Villari al violino) hanno registrato il primo omonimo disco tra il 2004 ed il 2005, editi da Ethnoworld (Milano), arricchiti dalla presenza della voce di Ludovica Manzo.

Continua anche domani e dopodomani il laboratorio, dalle ore 15 alle ore 19, presso la sala Ripa del carcere borbonico, curato da Hobby Horse e Dan Kinzelman al sassofono, clarinetti, flauti, tastiere, percussioni e voce, Joe Rehmer al contrabbasso, tastiere e voce e Stefano Tamborrino alla batteria, percussioni e voce.

Gli altri appuntamenti di Avellino jazz 2013. Sabato, alle ore 21, presso il lounge “Martella”, Hobby Horse in concerto, con Dan Kinzelman al sassofono, clarinetti, flauti, tastiere, percussioni e voce, Joe Rehmer al contrabbasso, tastiere e voce, Stefano Tamborrino alla batteria, percussioni e voce. “Incrocio coinvolgente tra improvvisazioni ipnotiche ed esplosiva dinamicità la musica degli Hobby Horse – si legge in un comunicato – varca i confini di genere con influenze free jazz, ambient, rock e sprazzi di musica elettronica. Il repertorio proposto consiste principalmente in pezzi originali composti appositamente per la formazione, con l’aggiunta di qualche brano di autori come Tom Waits, Robert Wyatt e Thelonius Monk. L’interplay del gruppo è di livello altissimo e gli anni di esperienza condivisa hanno reso possibile un dialogo fresco, coinvolgente e sorprendente tra i musicisti. Gli Hobby Horse nascono nel 2008 con un repertorio ben radicato nella tradizione, ma il gruppo si è subito mosso verso orizzonti nuovi. Durante gli ultimi anni hanno esplorato i propri limiti timbrici utilizzando strumenti inusuali (flauti di latta e a coulisse, glockenspiel, melodica, sintetizzatori ed altri) e sperimentando l’uso della voce, fino ad ottenere una ricchezza sonora quasi orchestrale e un impatto sorprendente per una formazione così piccola”.

Il 15 settembre, alle ore 21, presso il ristorante “Blob”, El Hadji Mbaye e i tamburi di Gorèe. I Tamburi di Gorée sono un gruppo musicale che nasce nell'isola di Gorée, in Senegal, dall'iniziativa di alcuni membri del gruppo Africa Djembe, con l'intento di fare rivivere le radici musicali tradizionali del loro Paese e dell'Africa occidentale, in particolare della tradizione musicale mandinga e wolof.