AVELLINO – “Il discorso del re”, diretto ed interpretato da Luca Barbareschi, sarà il nono spettacolo della rassegna “Grande teatro” del Carlo Gesualdo di Avellino, organizzata grazie alla collaborazione con il Teatro Pubblico Campano diretto da Alfredo Balsamo.
La commedia – si legge in una nota – è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni 20 e 30, ed è incentrata sulle vicende di Albert, secondogenito balbuziente del re d’Inghilterra Giorgio V, interpretato da Filippo Dini. La pièce teatrale racconta le vicende del timido e complessato duca di York che per una serie di coincidenze si trova ad ereditare il trono d’Inghilterra. Dopo la morte di re Giorgio V, infatti, il primogenito era Edoardo, che divenne sì re ma che, per amore di Wallis Simpson, abdicò neppure un anno dopo. A Bertie, o meglio ad Albert Frederick Arthur George Windsor, toccò il peso della corona diventando sovrano con il nome di Giorgio VI. Un uomo atipico che fu re molto amato dal popolo, legato da vero amore alla moglie: la volitiva Elisabetta Bowes-Lyon, e che si portava appresso un fardello di costrizioni infantili e un bisogno di affetto difficili da trovare nell’anaffettiva coppia di genitori regali.
“Il discorso del re” portato in scena da Barbareschi - che ha anche tradotto il testo di David Seidler, diventato una pellicola capace di incassare quattro Oscar nel 2011 - narra le insicurezze che si esprimevano attraverso una balbuzie invalidante e impossibile da gestire nei numerosi e imbarazzanti discorsi pubblici cui era tenuto il futuro re Giorgio VI, voce per e del popolo britannico in un momento difficile della storia, quello della vigilia del secondo conflitto mondiale. Ed è a questo punto della storia che arriva Luca Barbareschi che interpreterà il logopedista australiano Lionel Logue, un anticonformista per antonomasia, attore mancato per eccessiva enfasi, che insegnò al duca di York come superare l’incubo di parlare in pubblico. Logue pretese subito il “tu” dal reale e sottopose il futuro re ad una cura che attingendo al laboratorio teatrale quanto alla seduta psicanalitica gli permise di salire sul trono. “Il discorso del re” è una commedia umana, sempre in perfetto equilibrio tra toni drammatici e leggerezze, ricca di ironia ma soffusa di malinconia, a tratti molto commovente, ma capace anche di far ridere.




