AVELLINO – «Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico. A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi».
Commenta così Silvio Orlando, in scena il professor Vivaldi, la decisione di riproporre in teatro quello che, giusto 20 anni fa, fu uno straordinario successo nato dalla penna di Domenico Starnone e portato sul grande schermo dalla regia di Daniele Luchetti. Uno spaccato del mondo della scuola di inizio anni 90, ma ancora eccezionalmente attuale.
Sabato e domenica prossimi – rispettivamente con inizio alle 21.00 ed alle 18.30 – le storie degli alunni della IV D di un istituto di periferia andranno in scena sul palcoscenico del Carlo Gesualdo di Avellino nello spettacolo che chiuderà anche la rassegna di “Grande Teatro” e, con essa, la XIII stagione teatrale resa possibile grazie alla collaborazione del massimo cittadino, presieduto da Luca Cipriano, con il Teatro Pubblico Campano diretto da Alfredo Balsamo.
Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo – si legge in una nota – divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo de “La scuola”. Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico della traiettoria che stava intraprendendo il sistema scolastico.
Lo spettacolo, interpretato da Marina Massironi, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli e Maria Laura Rondanini, muove i passi dalla produzione letteraria di Domenico Starnone ed è ambientato nei mesi che accompagnano gli studenti della IV D verso gli scrutini finali. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro di quei giovani e, di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto che è “La scuola”, filtra la realtà esterna.
Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico e allo stesso tempo crudo e attuale.
