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    10/05/2026

Pesaro più lucida di Avellino. La Sidigas si arrende all'ex Dalmonte

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b_300_220_15593462_0___images_stories_dalmonte.pngAVELLINO - Non di certo il pubblico delle grandi occasioni al Pala Del Mauro. Il dolce venticello primaverile e l’obiettivo play-off poco caldeggiato dalla formazione di casa, alla luce delle pesanti defezioni non colmate, i presupposti per un’atmosfera soft. Forse troppo per un confronto che metteva in palio un bel pezzo di post season. Alla fine l’ha spuntata la Scavolini in una gara condotta sin dall’avvio. Percentuali da urlo (48% da tre e 67% da due) che testimonia la lucidità delle scelte offensive della formazione di Dalmonte. Imbavagliato il pick and roll di Green, i biancorossi hanno piazzato cinque uomini in doppia cifra. Alla lunga si è rivelata pesante l’assenza di Taquan Dean. Vitucci si è presentato con il quintettone, ma è Pesaro a partire meglio grazie alla velocità di Hickman e la mano calda di White e Jones (5-10 al 2’). Manovra fluida e scelte di tiro oculate da oltre l’arco contro la zona avversaria fruttano il primo allungo ospite (9-18 al 5’). Avellino è irriconoscibile in attacco: pochi giri di lancette e la coppia Hickman-White scava il solco ancora con l’artiglieria pesante. Green prova a dare la scossa ai suoi, ma il 6/8 dalla lunga distanza dei biancorossi li fa volare addirittura sul +15 (11-26 al 10’). La reazione dei padroni di casa è più consistente nel secondo quarto. L’artefice, manco a dirlo, Marques Green. Il quintetto piccolo con Spinelli ed Infanti porta con sé i punti pesanti della guardia friulana (29-33 al 12’). Pesaro è brava a rispondere colpo su colpo in transizione. E’ Cusin a ricacciare indietro Avellino. Il pivot trova le giuste misure a Johnson e si rivela un prezioso terminale offensivo. Pesaro è lucida. Avellino meno, soprattutto perché non riesce ad aprire la scatola difensiva. Orfana di Dean, la Sidigas predilige le soluzioni interne che non sempre si rivelano foriere di buoni risultati (46-54 al 20’). Le fatiche degli irpini non vengono premiate. Pesaro è centrata nel match e trova sempre la soluzione ad alta percentuale. Si viaggia a strappi, ma gli uomini di Dalmonte sono chirurgici nel tarpare le ali a qualsiasi tentativo di rientro avellinese. White, Jones ma anche Cavaliero mantengono il vantaggio in doppia cifra 49-62 al 24’). Le palle perse di Avellino agevolano il compito. Con l’inerzia tutta a proprio favore la Scavo rallenta troppo il ritmo favorendo gli adeguamenti difensivi di Vitucci. Una tripla di Golemac ed un sottomano di Green ravvivano il pubblico di casa all’ultimo mini intervallo (64-69 al 30’). Il ruggito di Johnson vale il meno tre (66-69 al 31’) ma non spaventa gli ospiti. E’show time targato White. Prima un alley-hoop servito da Hickman, poi due gemme offensive sono da applausi. Vitucci si ricorda di rimettere sul parquet Slay e con un Gaddefors ispirato nel tiro da tre resta in partita (72-78 al 35’). Per poco perché la penetrazione con schiacciata di Hackett e la quarta tripla di Hickman sigillano la vittoria con quattro minuti di anticipo (72-83 al 36’). Si gioca per ribaltare il -10 dell’andata: Hickman fallisce la tripla del sorpasso nel doppio confronto. Non importa: Pesaro sorride lo stesso. Finale 81-89

Sidigas Avellino 81
Scavolini Siviglia Pesaro 89

Avellino: Green 14, Spinelli 7, Johnson 15, Gaddefors 13, Golemac 14, Ferrara n.e., Slay 10, Norcino n.e., Infanti 8, Ronconi n.e., Soloperto n.e..
Coach: Vitucci

Pesaro: Jones 18, Hackett 9, White 22, HIckman 14, Cavaliero 11, Flamini, Alibegovic n.e., Tortù n.e., CUsin 11, Lydeka 4, Urbutis n.e.
Coach: Dalmonte

 

 

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