AVELLINO – È Nello Pizza il nuovo sindaco di Avellino. L’avvocato penalista ed ex segretario provinciale del Partito democratico, alla sua prima esperienza amministrativa, conquista Palazzo di Città al primo turno elettorale, sostenuto da una coalizione di centrosinistra ampia e plurale. Un’affermazione netta ed inappellabile che consegna due dati inconfutabili: la vittoria sul modello regionale del “campo largo” unito a cornice politica di un leader rassicurante e sobrio e, dato assolutamente non secondario, il risveglio collettivo di un gran numero di giovani che ha espresso una volontà al cambiamento auspicando uno spazio di priorità alla cultura.
I giovani chiedono una città che torni attrattiva promuovendo un “cultura della vita, dove ci siano luoghi e non spazi, piazze accoglienti, plessi scolastici capaci di insegnare che “il bello è negli occhi di chi guarda” nella più ampia accezione, aiuole e polmoni verdi ben curati, una città dove la cattedrale sia finalmente accessibile a tutti, dove torni una sala cinematografica degna di questo nome e finalmente davvero accessibile a tutti. Insomma, una città in cui si possa vivere bene e con intelligenza.
Com’è ovvio, accanto a tutto questo, il capoluogo richiama altre molteplici priorità e necessità: alcune saranno di facile soluzione, altre meriteranno un maggiore impegno e dovranno essere supportate da competenze specifiche ma tutte avranno bisogno di concretezza d’azione. Solo dopo si potrà parlare della città del futuro che si ha in animo di disegnare. Un nuovo corso amministrativo che, sin dalle premesse, sembra voler assecondare tali desideri e speranze.
Altro evidente cambio di paradigma di queste elezioni amministrative è la pacatezza di modi e di toni con la quale il neo sindaco ha condiviso con la comunità i primi momenti della vittoria: non ci sono stati fuochi d’artificio, non abbiamo ascoltato molesti cori da stadio, non una parola fuori posto, non una parola contro gli avversari, non uno sfottò né caroselli di auto o rulli di tamburi.
C’è un sindaco che sin da subito non ha usato l’io ma il noi, c’è un sindaco che “non vuole comandare, perché non c’è nessuna diligenza da assaltare” ma una città ed una comunità che si aspetta risposte.
Alla luce di tutto questo, ci auguriamo un sindaco proficuo interlocutore e concreto amministratore, che sappia salvaguardare in ogni scelta l’interesse generale e collettivo e voglia essere sempre aperto alle ragioni degli interlocutori.
Buon lavoro al sindaco Pizza, buon lavoro alla nuova giunta.




