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    27/06/2026

Villa Amendola, gli alunni di Atripalda in visita al museo civico

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita5_vil_amem_atripa.jpgAVELLINO – Da poco più di un anno il Museo civico di Villa Amendola è una realtà nella città di Avellino. Giorno dopo giorno aumenta il numero di visitatori che ha varcato il cancello di ingresso del grande edificio rosa antico che si eleva a metà di via Due Principati destinato dall’amministrazione comunale a “scrigno” delle memorie di storia patria.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, questa mattina, a Villa Amendola, la visita di un folto gruppo di scolari dell’Istituto Comprensivo “De Amicis-Masi” di Atripalda. Ad accogliere e ad accompagnare i giovani visitatori in questo “viaggio” alla scoperta della storia della città di Avellino il curatore del Museo civico di Villa Amendola, Alberto Iandoli.

Villa Amendola – si legge in un comunicato – nelle sue sale  racconta la storia di Avellino dalla sua elevazione a capoluogo di provincia avvenuta l’8 agosto 1806 con decreto del re di Napoli Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, sino ai giorni nostri. L’intero percorso museale pensato dall’assessorato alle Politiche culturali e promozione della città è suddiviso in cinque sezioni. Inizia con la sala d’ingresso del Museo, nella quale questa mattina i giovani visitatori hanno trovato sistemate una raccolta di incisioni, tutte ispirate a scorci e monumenti della città. Nella seconda sala invece ad attenderli testimonianze riferite all’elevazione della città a capoluogo di provincia nel 1806 e quelle che raccontano del notevole contributo dato da Avellino ai moti costituzionali del luglio 1820 che, grazie ai patrioti Michele Morelli, Giuseppe Silvati e Lorenzo De Concilj, segnarono l’alba del Risorgimento d’Italia. Nell’attigua sala, la terza del civico percorso museale, i giovani alunni hanno trovato allocate le testimonianze riferite a pagine di storia avellinese del periodo unitario e post unitario, tra cui il ritratto di una delle quarantasei camice rosse avellinesi che al seguito di Garibaldi contribuirono a porre fine al Regno delle Due Sicilie e all’annessione di questo al neonato Stato unitario, il ritratto di Francesco De Sanctis, primo governatore di Avellino annessa al Regno d’Italia, il decreto di istituzione nel 1875 per volere di re Vittorio Emanuele II del primo asilo infantile cittadino comunale e testimonianze riferite all’arrivo in città, nel 1888, dell’illuminazione elettrica. Nella quarta sala infine ad attenderli un’anteprima della “Quadreria comunale”, che a breve sarà allestita al secondo piano dell’edificio.

Ripercorso, attraverso oggetti e documenti, le tappe salienti della storia della città nell’800, i giovani visitatori hanno completato la prima fase della loro visita al polo museale civico nella “Sala ‘900”, dove una ricca esposizione iconografica e documentaria ha raccontato loro il XX secolo in città.

Completata la visita i giovani allievi sono stati accolti al secondo piano dallo storico Armando Montefusco, curatore della mostra iconografica e documentaria sulla storia delle esposizioni mondiali che sarà possibile visitare sino al prossimo 31 maggio.

 

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