AVELLINO – Nel centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale l’assessore alla Cultura del Comune di Avellino, Nunzio Cignarella, ha inteso opportuno ricordare tale importante anniversario per la storia nazionale con l’esposizione, nella sala dedicata al 900 ad Avellino nel Museo civico di Villa Amendola, dell’Albo d’Oro degli irpini caduti, dispersi, feriti e decorati nella Grande guerra e dei manifesti a stampa originali con i quali l’amministrazione comunale, allora retta dal sindaco Aster Vetroni, annunciava alla città la presa di Gorizia e quella di Trento e Trieste, a cui contribuì non poco la Brigata Avellino, costituita dai Reggimenti “231^ Vittoria” e “232^ Liberatrice”, che il poeta soldato Gabriele D’Annunzio definì “non un fiore, ma una selva di prodezze unanimi”.
L’assessorato alla Cultura ha inteso altresì esporre a ricordo e quale simbolo del contributo e sacrificio della città di Avellino nella Grande guerra una pergamena autografa del re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia concessa alla memoria di un fante avellinese dalle mostrine gialle e rosse (questi i colori della Brigata Avellino) “caduto sotto i colpi del fuoco nemico”.
“L’esposizione di queste testimonianze di storia nazionale che si intrecciano e fondono con quella della nostra città e che costituiscono simboli della memoria – ha commentato l’assessore Cignarella – e più in generale l’importante anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, mi auguro che siano, specie per i giovani, momento di riflessione, e di riappropriazione di un sentimento di identità nazionale e locale al tempo stesso, e che il polo culturale di Villa Amendola, che questa amministrazione ha fortemente voluto, e che da circa un anno ospita il nostro Museo civico e la biblioteca comunale, sia sempre più, come è negli intenti dell’amministrazione, luogo di incontro, dialogo e riflessione, e anello di congiunzione, o ponte, tra il centro e la periferia”.
