Al Palazzetto del sport la cerimonia di ordinazione episcopale di don Sergio Melillo

Domenica 14 Giugno 2015 21:40 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita5_don_sergio.jpgAVELLINO – Misericordiae vultus Patris Iesus: Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. È l’inizio della bolla di Papa Francesco di indizione del giubileo straordinario che si aprirà l’8 dicembre nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

E proprio nel segno di Cristo e del mistero della misericordia, ancora di più proprio nel segno di quello spirito nuovo che i Padri radunati nel Concilio avvertirono sotto la guida illuminata di Giovanni XXIII prima, di Paolo VI poi, quello cioè di una Chiesa più aperta ai fedeli ed al sociale e meno arroccata nei suoi privilegi, è in programma, il prossimo 31 luglio, l’ordinazione a vescovo di monsignor Sergio Melillo, attuale vicario generale della diocesi di Avellino e parroco della Cattedrale, vescovo eletto della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, nel corso di una solenne cerimonia in programma presso il Palazzetto dello sport di Avellino a partire dalle ore 18.30.

A parte il popolo dei fedeli, che vorrà testimoniare il suo legame ad una delle figure sacerdotali più amate del clero avellinese, peraltro assurta all’episcopato esattamente 54 anni dopo monsignor Raffaele Pellecchia, alla cerimonia, che sarà presieduta dall’arcivescovo Adriano Bernardini, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, saranno presenti i vescovi della Campania con in testa il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, presidente della Conferenza episcopale, ed il vescovo di Avellino, Francesco Marino.

La cerimonia di venerdì 31 luglio precederà quella ufficiale di insediamento di monsignor Sergio Melillo nella sede vescovile di Ariano, fissata per il pomeriggio di domenica 9 agosto. Riteniamo utile riproporre il testo del messaggio che don Sergio, in data 13 maggio, al momento della nomina da parte di Papa Francesco, ha inviato ai fedeli della sua nuova diocesi:

Carissimi Fratelli e Sorelle della Chiesa di Dio che è in Ariano Irpino - Lacedonia, quando Sua Ecc.za il Nunzio mons. Bernardini mi ha comunicato la volontà del Santo Padre di nominarmi vostro vescovo, un turbine di emozioni mi ha avvolto. Mi sono risuonate nella mente queste parole: Sempre mi torna la tua grazia dono improvviso, e la vita ad ora ad ora maraviglia di te, Signore…(Umberto Marvardi). In me ho ripetuto: Affida al Signore la tua via, ed egli compirà la sua opera e con fiducia ho guardato al fiat di Maria: era il 13 maggio.

Sono grato al Signore Gesù, volto della misericordia del Padre, e a Papa Francesco che mi manda a voi come pastore e guida. La scelta di un vescovo per la nostra Diocesi è segno amorevole del Papa per i nostri territori provati dalla perdita di istituzioni civili e per la crisi del mondo del lavoro. Posso assicurarvi che quotidianamente siete presenti nella mia preghiera in attesa di incontrarci. Saluto con grata stima il mio predecessore mons. Giovanni D’Alise che ha servito con afflato paterno la nostra Chiesa nel cammino dell’evangelizzazione. Desidero ricordare i vescovi e i sacerdoti la cui memoria è in benedizione, con particolare affetto mons. Pasquale Venezia che coltivò la mia vocazione e mi accolse nel Seminario di Avellino.

Ringrazio mons. Antonio Blundo che con fiducia nel Signore ha guidato la Diocesi. Grazie di cuore per il bene profuso alla nostra Chiesa!

Rivolgo un saluto fraterno ai sacerdoti, ai diaconi, ai prossimi ordinandi, ai religiosi, alle religiose, ai seminaristi, ai fedeli dei movimenti, delle aggregazioni laicali e delle confraternite; alle famiglie, agli anziani, ai giovani, ai poveri, ai sofferenti, ai carcerati. Il mio pensiero va ai missionari originari della Diocesi tra i quali padre Giovanni Zevola e don Massimiliano Palinuro. Vi porto nel cuore! Sono consapevole dei miei limiti: “Signore tu mi conosci fino in fondo, tutto il mio presente, il mio passato e il mio futuro stanno davanti a Te come una cosa sola” (Beato J.H. Newman). Vi chiedo, fin d’ora, di sostenermi con la preghiera e di accogliermi con amicizia.

La nostra Diocesi nel cuore della terra di mezzo - l’Irpinia - è territorio segnato da difficoltà per le nuove generazioni, senza lavoro e preoccupate per il loro futuro, ma è un luogo accogliente che va salvaguardato, un paesaggio con un ampio skyline che allarga il cuore, un colpo d’occhio unico che rimanda a Dio dove davvero sovviene l’Eterno. Ricerchiamo insieme il bene della nostra gente che è volitiva e con potenzialità inespresse!

In spirito di collaborazione porgo un deferente saluto e rivolgo un accorato appello alle istituzioni civili e militari per perseguire insieme il bene comune in questa fase delicata della vita sociale. Noi adulti siamo figli di una generazione dove, fin dall’infanzia, veniva instillata fiducia nel futuro e a “rincorrere i sogni”: non spegniamo questa speranza nel cuore dei giovani!

Carissimi, camminiamo nel nome del Signore, illuminati dalla Grazia e con la gioia del Vangelo nel cuore. Apostoli in un mondo nuovo dove l’orizzonte della vita è come “sfuocato” e tutto è condotto e imprigionato nel presente. Eppure nella società “liquida” emerge la sete di Dio e il desiderio di incontrare Gesù di Nazareth. La Chiesa non è un “organismo mondano”, non una Ong… Guidata dallo Spirito Santo, il Paraclito, dona Cristo, il Risorto. Noi, Popolo di Dio - pastori e fedeli – dobbiamo far risplendere il volto misericordioso del Padre! Sentitemi vicino amici sacerdoti, nelle vostre intense giornate colme di dialogo con Dio e ascolto della gente, fatte a volte di solitudine e stanchezza: la porta del mio cuore e della “mia” casa è sempre aperta!

Infine, rivolgo un saluto cordiale agli Eccellentissimi Vescovi della Campania, al Presidente della Conferenza Episcopale il Card. Crescenzio Sepe e al Metropolita mons. Andrea Mugione. Al mio vescovo Francesco, con il quale ho condiviso la gioia di servire la Chiesa di Avellino, un affettuoso e filiale pensiero. Lo ringrazio per la sua bella testimonianza e il suo esempio di umile dedizione al Vangelo. Porto nel cuore i presbiteri, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i fedeli della amata Chiesa di Avellino, Madre che mi ha generato alle fede. Saluto con affetto riconoscente i fedeli della mia parrocchia del Duomo e gli amici Scout dell'Agesci “Zona Hirpinia”.

Affido il mio ministero episcopale, tutto me stesso e ciascuno di voi, alla bontà misericordiosa del nostro Dio.

La Vergine Maria di Valleluogo - che oggi veneriamo - e il nostro patrono S. Ottone ci benedicano e ci custodiscano!

+ Sergio, vescovo eletto