AVELLINO – Il campo sportivo polivalente a rione Aversa non sarà realizzato. I residenti hanno vinto la loro battaglia, condotta con costanza e assoluta civiltà. La conferma dell’annullamento del progetto è giunta l’altro giorno da Palazzo di città, dove una delegazione di residenti e frequentatori del parco verde, dove sarebbe dovuta sorgere la struttura sportiva, ha incontrato il sindaco Paolo Foti, l’assessori ai Lavori pubblici Costantino Preziosi e il delegato allo Sport Giuseppe Giacobbe.
Il primo cittadino ha assicurato: «Così come è stato pensato, il progetto non sarà realizzato. Vogliamo giungere a una soluzione condivisa, che preservi quanto di buono fatto fino a questo momento dai residenti e dai frequentatori del parco». Proprio loro, infatti, da quasi tre anni curano e autogestiscono quest’area, prima desolatamente abbandonata al degrado. Negli anni, l’hanno resa fruibile pulendola, installando panchine e bidoni per la differenziata, tagliando l’erba settimanalmente: tutto a spese loro. Hanno anche esteso l’area per lo sgambamento dei cani, già presente ma di modeste dimensioni. Poi qualche mese fa, la notizia dell’approvazione del progetto esecutivo per la realizzazione di un impianto sportivo polivalente in tensostruttura, che avrebbe cancellato in un sol colpo tutto il lavoro fatto con il conseguente abbattimento di oltre 50 alberi, piantati negli anni ’90, uno per ogni nuovo nato del rione.
Quindi la mobilitazione che ha dato i risultati sperati. Infatti, dopo essere riusciti a bloccare la gara d’appalto per i lavori (l’apertura delle buste era in programma il 10 luglio ma è stata posticipata a data da destinarsi), lunedì scorso a Palazzo di città i membri del Comitato hanno incassato un’altra fondamentale vittoria. L’amministrazione comunale ha assicurato che il parco verde di rione Aversa «non si tocca» e ha fissato in 15 giorni il tempo utile per valutare soluzioni alternative per delocalizzare il progetto, non intaccando l’ingente finanziamento (512mila euro) che il ministero dell’Interno è pronto a erogare. Infatti, il progetto, che risale al 2011 (giunta Galasso), è inserito nel «Pon Sicurezza» 2007-2013; la progettazione definitiva, invece, affidata a un ingegnere esterno, è stata approvata solo a marzo di quest’anno, nonostante la Commissione di edilizia integrata avesse espresso parere «assolutamente negativo» certificandone «l’inutilità urbanistica».
Presente al tavolo il delegato allo Sport, Giuseppe Giacobbe, ha spiegato: «Il campo sportivo polivalente si farà, ma altrove. L’area verde di rione Aversa sarà preservata e non sarà abbattuto nessun albero. Valide alternative potrebbero essere il recupero del campo di calcetto e della pista di pattinaggio del vicino parco “Palatucci” o la riqualificazione della tensostruttura di via Sturzo nel quartiere San Tommaso. Dopo le valutazioni dei tecnici comunali saremo in grado dare una risposta definitiva».
A nome del comitato, Iacopo Caruso espone le ragioni della mobilitazione: «Quest’area verde fino a tre anni fa era assolutamente abbandonata al degrado. Allora, ci siamo rimboccati le maniche e con tanta buona volontà, autotassandoci per sostenere alcune spese, l’abbiamo riqualificata con le nostre forze. Oggi è una delle aree verdi più pulite della città».
Allora, chiede Caruso, «Perché realizzare qui l’ennesima struttura sportiva della città? Perché realizzarne una ex novo, quando nello stesso parco c’è un campetto di calcetto abbandonato e a poche centinaia di metri ci sono il campo del parco «Palatucci», i due campetti di via Manfra a Valle e un altro rettangolo di gioco sempre in rione Aversa che avrebbero bisogno di essere rimessi in sesto»?
Infine aggiunge: «Non fermiamo questa azione di cittadinanza veramente attiva e così partecipata. Siamo pronti, senza chiedere alcun contributo al Comune, ad effettuare la manutenzione ordinaria dell’intera zona: tagliando l’erba, come già facciamo da diversi mesi a nostre spese; ripulendo i bidoni della differenziata e le toilette per i cani, che siamo stati noi a comprare e installare. Insomma, tenendo pulita l’intera area e consentendo a tutti di frequentarla in libertà e tranquillità. Inoltre, con le dovute autorizzazioni comunali, vorremmo realizzare anche un’area gioco per bambini».
Una vera e propria battaglia di civiltà, dunque. Condotta con assoluto rispetto delle istituzioni, rafforzata da un fortissimo senso civico e confortata da proposte serie e concrete.
Bipartisan il sostegno politico, dal Movimento 5 Stelle a Rifondazione Comunista, Possibile, Sel e Fratelli d’Italia; compatto anche quello della società civile e di altri comitati (Dogana ed Eliseo) che da anni sono impegnati nella difesa dei cosiddetti «beni comuni». Anche una petizione popolare, che in soli cinque giorni ha raccolto quasi mille 500 firme, è stata protocollata a Piazza del Popolo.
