AVELLINO – Ha destato scalpore la circolare diramata dal prefetto di Avellino, diretta a tutte le forze dell'ordine, polizie municipali comprese, con la quale dispone “di NON ritirare più il documento di guida in caso di violazione dell'art.186, comma 2 lettera b (tasso alcolemico compreso tra 0,81 e 1,5 g.l.)”.
In altre parole il prefetto Carlo Sessa ordina uno stop al ritiro della patente per i casi di media ebbrezza. Gli organi di polizia invieranno alla prefettura soltanto il rapporto. Nulla cambia nei casi di quanti saranno sorpresi a guidare con un tasso alcolemico compreso tra 0,50 e 0,80 (i casi più lievi) e di quanti invece saranno beccati con un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,50 ( i casi più gravi).
Perché il rappresentante del governo ad Avellino avrebbe diramato questa disposizione? Lo spiega nell'incipit della circolare: “La giurisprudenza, ormai costante, di questa provincia, che anche in sede di appello annulla ordinanze di sospensione della patente di guida adottate per violazione dell'art.186 del codice della strada (circolazione in stato di ebbrezza alcolica), impone allo scrivente di diramare nuove disposizioni operative atte ad evitare che l'oggettiva controversa scrittura della norma comporti pesanti ricadute sulla P.A.”
Le ricadute consisterebbero nelle gravose spese legali che la pubblica amministrazione è chiamata a pagare allorquando la magistratura (il che avviene di frequente) annulla i provvedimenti di ritiro della patente. Insomma, quella del prefetto di Avellino sarebbe una direttiva dettata dal buon senso. Non ritiriamo patenti che poi il giudice restituisce al trasgressore. Andiamo incontro soltanto a inutili e onerose spese.
Non la vedono così taluni organi di informazione e alcuni rappresentanti delle stesse forze di polizia, i quali hanno chiesto in proposito l'opinione del ministero degli Interni. Certo è che della vicenda se ne stanno occupando tutti i mass media, i quali hanno riferito della circolare prefettizia proprio in concomitanza con la tragedia avvenuta sulla tangenziale di Napoli dove un ubriaco, guidando contromano, ha causato la morte di una ragazza che lo affiancava sul sedile dell'auto, e di un incolpevole automobilista che viaggiava regolarmente nella sua corsia di marcia.
