Saira, dalla Regione Campania una risposta ai 56 lavoratori irpini

Mercoledì 12 Settembre 2012 21:48 Red.
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Saira, lo stabilimento di AvellinoAVELLINO – Sulla vertenza della Saira, lo stabilimento di Pianodardine del gruppo Tosoni, che opera sul mercato con il design, la progettazione e fornitura di interiors per tram, metropolitane, carrozze ferroviarie, ospitiamo una dichiarazione di Generoso Bruno, del Pd irpino, che invoca un intervento della Regione Campania: “E’ utile organizzare una forte pressione sulla Regione Campania; i 56 lavoratori della Saira meritano una risposta. In questa vertenza, se pensiamo che due delle tre commesse garantite da Vetrella per sostenere l’uscita dalla crisi per la Firema, sono progettate proprio dal gruppo Saira, la Regione, può rivelarsi determinante. Non è possibile immaginare, quindi, per il gruppo Tosoni, un arroccamento esclusivamente nella sua sede veronese; quello di Pianodardine è uno stabilimento che, nonostante la crisi di questi anni, ha continuato a produrre utili. E’ inspiegabile, però,  il comportamento della proprietà sia nei confronti delle maestranze irpine che nella mancata risoluzione dei problemi logistici legati ai capannoni industriali. Sulla vicenda logistica, ormai, quelle di Tosoni appaiono scuse deboli. Siamo di fronte non solo ad un impegno preso dall’Asi ma anche ad un altro garantito dalla stessa proprietà dell’attuale sito che ospita le lavorazioni della Saira. Esiste, quindi, una possibilità sia riguardo ad una nuova collocazione degli impianti nel nucleo industriale e sia la praticabilità di una dilazione nei pagamenti per le spettanze relative al fitto per l’attuale sito.

Sono fiducioso nel lavoro della prefettura di Avellino per poter garantire un incontro che coinvolga direttamente la proprietà. Occorre, però, che Tosoni si sieda al tavolo abbandonando il piglio “padronale” con cui in questi anni ha provato a gestire i rapporti con le maestranze e con le parti sociali, a cominciare dai 13 licenziamenti su cui sono in corso le cause per il reintegro. Richiamo l’azienda ad una vera responsabilità sociale. L’Irpinia non può essere solo terra di conquista quando conviene”.