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    26/06/2026

Chiude la Saira di Pianodardine, i 56 lavoratori chiedono l’intervento delle istituzioni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_saira_avellino.jpgAVELLINO – Chiude la Saira, lo stabilimento di Pianodardine del gruppo Tosoni che opera da anni nel settore della progettazione e fornitura di interiors per tram, metropolitane, carrozze ferroviarie e che ha deciso di continuare la produzione nel solo Veneto. Niente da fare, dunque, per i 56  lavoratori irpini che questa mattina si sono ritrovati dinanzi alla prefettura - dove era già in corso una manifestazione degli operai dell'Irisbus, lo stabilimento di Flumeri dismesso dalla Fiat - per sottoporre all’attenzione delle istituzioni la loro situazione, sempre più difficile soprattutto sul piano economico. Della cosa s’è discusso nel corso di un incontro presieduto dal prefetto Guidato presenti i delegati dell’azienda, i rappresentanti sindacali e l’assessore provinciale al Lavoro, Solimine.

“La chiusura della Saira – dichiara Generoso Bruno del Pd irpino – è una brutta notizia per Avellino e l’Irpinia specialmente perché non è motivata da questioni produttive o, per lo stabilimento irpino, dall’incapacità di stare sul mercato. La strategia del gruppo Tosoni di abbandonare le maestranze irpine al proprio destino nel momento più acuto della crisi per il Mezzogiorno del Paese contribuisce ad aumentare per l’Irpinia le difficoltà sulla tenuta generale del suo tessuto produttivo.

La ristrutturazione immaginata dalla proprietà, prevedendo l’abbandono dell’Irpinia per concentrare la produzione nel sito di Verona, disattende quelle responsabilità sociali che ogni buon imprenditore dovrebbe avere, specialmente quando si parla di uno stabilimento che, nonostante la crisi, ha continuato a produrre utili in un settore  strategico quale quello del trasporto ferroviario. Spero per i lavoratori che si ottengano, per un cumulo complessivo di almeno venti mensilità, gli ammortizzatori sociali. Parliamo, però, per la Saira, di maestranze qualificate e, comunque, troppo giovani per riuscire ad accedere alla pensione. Non so, come pure qualcuno ha detto, se la chiusura dello stabilimento di Pianodardine sia un “pegno” che Tosoni paga ad una politica a “trazione  leghista” imposta alla proprietà dagli istituti di credito o, più in generale, dai tentennamenti della politica a scegliere, soprattutto in questa fase di crisi, il settore della mobilità e del trasporto pubblico quale elemento strategico delle produzioni nazionali. So però, per certo, che per i 56 lavoratori della Saira, per le loro famiglie e per l’Irpinia, oggi, non è un bella giornata”. Un nuovo incontro tra le parti, al fine di definire un accordo sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga alla procedura di mobilità, è stato già fissato per lunedì 24 settembre  presso la sede di Confindustria Avellino.

 

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