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    26/06/2026

Irisbus, Bruno: “Contro la disperazione, ricostruire l’unità”

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_irisbus_flumeri.jpgAVELLINO – Si fa sempre più aspra la vertenza dell’Irisbus, lo stabilimento di Flumeri dismesso dalla Fiat. Questa mattina a Roma, in piazza del Quirinale, una trentina di operai, in rappresentanza dei circa 700 dipendenti attualmente in cassa integrazione, ha manifestato per porre all’attenzione generale la difficile situazione. Con loro alcuni amministratori irpini che si sono incatenati per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Valle Ufita: in particolare il sindaco di San Sossio Baronia Francesco Garofalo, l’assessore del Comune di Castelbaronia, Michele Capobianco, ed il vice sindaco di Flumeri, Giuseppe Meninno, sono stati allontanati dalla polizia che ha anche provveduto ad identificati. Peraltro il sindaco Garofalo è stato ricevuto dal prefetto Cazzella, consigliere per gli Affari interni del Quirinale. Comunque, di come si metteranno le cose per i circa 700 dipendenti dell'Irisbus se ne dovrebbe sapere qualcosa di più dall'esito della riunione in programma a Roma il prossimo 9 ottobre.

Su quanto accaduto ospitiamo una dichiarazione di Generoso Bruno, del Pd irpino: “Sento di dover esprimere vicinanza e solidarietà ai lavoratori Irisbus fermati dinanzi al Quirinale dalle forze dell’ordine, quest’oggi, a Roma. So bene che non sono i gesti isolati o disperati a risolvere i problemi. Ma, ad oltre un anno dall’inizio della vertenza ed a dieci mesi dalla chiusura dello stabilimento Irisbus di Valle Ufita è disperante, per l’Irpinia e per il Paese, l’assenza di una risposta nel merito dei destini dei lavoratori dell’unico stabilimento che in Italia produceva autobus mentre, a norma, solo un bus su quattro, circola, nelle strade delle nostre città e, sempre più vicino, è il salasso della Ue relativo all’ammodernamento del parco bus per il trasporto pubblico.

Il nove ottobre, al ministero dello Sviluppo economico si discuterà del ricorso agli ammortizzatori sociali e del rientro, tra gli esodati, di una parte dei lavoratori dello stabilimento ufitano della Irisbus. Sara quella l’occasione per guadagnare un altro anno di respiro sulla vertenza Irisbus; tutti ancora da sciogliere, invece, restano i nodi sul destino produttivo di Valle Ufita e, più in generale, su quale politica industriale il governo debba sostenere nel settore strategico della mobilità e del trasporto pubblico. Andare oltre Monti, restituire alla politica una capacità d’intervento è anche questo. In queste ore, lo dico al sindacato ed alle forze politiche, è indispensabile adoperarsi per ritrovare, sulla vertenza, la trama di un tessuto unitario. È atroce, in un Paese normale, che sia la cifra della disperazione a dare voce al lavoro”.

 

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