AVELLINO – Ci possono essere dei percorsi innovativi di esecuzione della pena attraverso l’allestimento di itinerari formativi di avviamento al lavoro? In che modo si può favorire la promozione di una nuova cultura della pena e portare i condannati a recepire il concetto della riparazione del torto perpetrato attraverso una responsabilizzazione verso la vittima del reato in particolare, della società civile in generale?
A questi ed altri interrogativi si propone di dare una risposta la due giorni di studio e di riflessione promossa ed organizzata dalla Caritas diocesana di Benevento e di Avellino con il patrocinio del Comune di Benevento, della Conferenza episcopale italiana e della Provincia di Avellino nell’ambito del progetto Libertà partecipate.
La prima di queste intense giornate di confronto e dibattito, i cui lavori sono stati moderati da Luigi Fandelli, volontario settore Giustizia della Caritas diocesana di Avellino, si è svolta nel pomeriggio di oggi nella sala convegni della Camera di commercio di Avellino, presenti il presidente della Provincia Sibilia e il vescovo di Avellino Marino, sul tema “La giustizia riparativa: una nuova cultura della pena”. Ad introdurre è stato Carlo Mele, direttore della Caritas diocesana di Avellino. Frutto della esperienza accumulata sul campo, ma nel contempo molto chiari sul piano delle proposte da portare avanti sui temi della responsabilizzazione del reo, soprattutto in relazione al rapporto tra società civile ed esecuzione penale, gli interventi iniziali dei tre direttori di carcere in servizio sul territorio irpino, Gianfranco Marcello, Cristina Mallardo e Paolo Pastena, rispettivamente responsabili delle case circondariali di Ariano Irpino, di Avellino città, e dell’Istituto di custodia attenuata per tossicodipendenti di Lauro. A rafforzare sul piano tecnico- procedurale il discorso ci ha pensato Annamaria De Gruttola, direttrice dell’ufficio esecuzione penale esterna di Avellino.
È stata, quindi, la volta dei relatori: di “espiazione della pena e riparazione dell’errore e della possibile mediazione in ambito penale” si è occupato don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei cappellani dei carceri d’Italia; della “Giustizia ripartiva nell’esecuzione penale minorile” ha invece trattato Emanuele Esposito, criminologo clinico, direttore Cpa “Comunità don Peppino Diana”; della “Mediazione penale dinanzi al giudice di pace” ha parlato Mario Covelli, presidente F.e.st – Fondazione Elio Sticco, scuola di formazione forense; “L’attività riparatrice del reo quale strumento di ricostituzione del legame sociale” è stato poi il tema illustrato da Adriana Tocco, della Regione Campania, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale; infine, su “Libertà partecipate: azione di sistema nella rete territoriale dell’esecuzione penale” è intervenuto Maurizio De Pascale, presidente della cooperativa sociale onlus L’Approdo.
Domani, seconda giornata del convegno a Benevento: si inizia alle 10.00 presso l’aula Madonna delle Grazie del seminario vescovile in viale Atlantici.
