I medici-musicisti del Moscati in concerto per il teatro di Ferrara

Sabato 17 Novembre 2012 13:13 Red.
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Il teatro comunale di Ferrara in una foto di repertorioAVELLINO –  Saranno i medici-musicisti del Moscati di Avellino, tutti componenti della band Gli effetti collaterali, a dar vita al concerto di beneficenza per il teatro comunale di Ferrara danneggiato dal sisma del maggio 2012 in programma il prossimo 15 dicembre, con inizio alle 20.30, presso il teatro Carlo Gesualdo di Avellino.

La presentazione dell’evento, L’Irpinia per l’Emilia-Terremoto Memoria Solidarietà, organizzato dall’Istituzione teatro comunale Carlo Gesualdo in collaborazione con l’azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati, i Vigili del Fuoco di Avellino, l’emittente televisiva Prima Tivù, MetaEdil Com, è in programma lunedì prossimo, alle ore 11.00, presso la sede centrale della Banca della Campania, che ha dato il suo patrocinio.  Saranno presenti il presidente del Gesualdo Luca Cipriano, il direttore generale del Moscati Giuseppe Rosato, il direttore generale della Banca della Campania Francesco Fornaro, il comandante dei Vigili del Fuoco Alessio Barbarulo e l’amministratore delegato della MetaEdil Com Angelo D’Agostino. Presenti anche Gli effetti collaterali, i componenti della band che saranno i protagonisti della serata e che interpreteranno i più grandi successi del repertorio del grande Lucio Battisti: Cesare Gridelli, direttore dell’unità operativa oncologia medica, chitarre e cori); Luigi Monaco, responsabile ecografia, tastiere; Giancarlo Farese, dirigente medico unità operativa chirurgia d'urgenza, batteria e cori; Giovanni De Chiara, dirigente medico anatomia patologica, voce solista e chitarra; Antonio Spinelli, basso, e Maria Grazia Prillo,voce solista. L’incasso sarà interamente devoluto per la ricostruzione del teatro comunale di Ferrara.

Una bella iniziativa, indubbiamente, che, sia pure legata ad un evento calamitoso qual è il terremoto, ripropone in qualche modo un gemellaggio artistico-culturale tra l’Irpinia e la città degli Estensi di cui già s’era fatto promotore, più di tre secoli fa, proprio Carlo Gesualdo, il principe dei musici, uno dei più grandi madrigalisti italiani ed europei del tardo Rinascimento cui, è appena il caso di ricordarlo, è intitolato il teatro avellinese.

Proprio a Ferrara, infatti, dopo un soggiorno durato alcuni anni nel castello irpino di Gesualdo – all’indomani dell’uccisione della bellissima moglie, Maria D’Avalos, sorpresa in flagrante adulterio con l’amante, il giovane Fabrizio Carafa duca d’Andria, nel palazzo  di Sangro, in piazza San Domenico Maggiore a Napoli – Carlo, che temeva la vendetta dei Carafa, si recò nel febbraio del 1594. Qui convolò a nozze con Eleonora d’Este, cugina del duca Alfonso II, legandosi così ad uno dei casati più potenti della penisola. Nella città estense ebbe modo di rafforzare, insieme col fido Scipione Stella, uno dei maggiori musici dell’epoca, e Cesare Caracciolo, noto cantante napoletano – che col cognato Ferdinando Sanseverino conte di Saponara, secondo marito della sorella Isabella, accompagnato dal fratello Fabrizio, facevano parte del suo seguito nel palazzo dei conti Nappi in via degli Angeli – la sua esperienza musicale attraverso il confronto con i grandi interpreti della stagione madrigalista secentesca che ebbe nei fiamminghi Cipriano de Rore e Giaches de Wert, nel ferrarese Luzzasco Luzzaschi, organista di corte, nel compositore bresciano Luca Marenzio e nel cremonese Claudio Monteverdi i più illustri rappresentanti a livello europeo.

Con loro, inoltre, in particolare con il Marenzio, il Luzzaschi ed il Monteverdi, Carlo contribuì al repertorio e alle esecuzioni del famoso «Concerto delle dame» ferraresi di cui facevano parte Tarquinia Molza, Lucrezia e Isabella Bendidio, Anna Guarini, Livia d’Arco, Vittoria Bentivoglio, Leonora da Scandiano e Laura Peperara, amata, quest’ultima, da Torquato Tasso, il grande poeta di Sorrento, cui era legato da stretta amicizia e con il quale diede vita ad un pressoché ininterrotto sodalizio culturale.