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    26/06/2026

Centro per l’autismo: documenti in ritardo dal Comune, nuovo stop ai fondi

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La struttura in costruzione a Valle per il centro per l'autismoAVELLINO – Sembra non avere fine la querelle tra Comune di Avellino e Regione Campania per lo sblocco dei fondi che dovrebbero consentire la riapertura del cantiere per il completamento del centro per l’autismo di contrada Serroni.

Infatti, era fissato per il 20 novembre il termine ultimo per dare il via libera alla ditta appaltatrice per la ripresa dei lavori, ma soltanto ieri l’autorità di gestione dei lavori pubblici ha potuto riunirsi per aprire l’istruttoria utile a visionare la documentazione relativa all’erogazione dei restanti stati di avanzamento per la struttura medica di Valle. Da Piazza del Popolo i documenti richiesti dalla Regione non sono stati spediti in tempo utile e sono giunti a Napoli da appena due giorni.

Che entro il 20 novembre sarebbero arrivati i fondi necessari per ripristinare il cantiere del Centro per l’autismo di Avellino, l’aveva promesso il presidente della giunta regionale, Giuseppe De Mita, durante un incontro con l’associazione irpina pianeta autismo (Aipa) convocato lo scorso 5 novembre ad Avellino, presso la sede dell’associazione. Al summit hanno partecipato anche l’esponente Pdl in Regione, Antonia Ruggiero, l’ex sindaco, Giuseppe Galasso, i rappresentanti sindacali Vincenzo Petruzziello e Michelangelo Varrecchia (Cgil), Mario Melchionna (Cisl), Franco De Feo (Uil) e Costantino Vassiliadis (Ugl), il presidente del consiglio comunale, Antonio Gengaro, la consigliera comunale Enza Ambrosone e il parroco della chiesa di San Ciro, padre Luciano Gubitosa, che da anni sostiene la battaglia dell’Aipa.

Dopo aver ricevuto garanzie dall’assessore alle Politiche sociali di Palazzo Santa Lucia, Ermanno Russo, De Mita aveva precisato che si trattava «solo di un problema di carattere amministrativo», sottolineando che «quel che conta è che il centro venga presto consegnato alla città». La questione è stata anche il primo banco di prova per il neo commissario prefettizio, Cinzia Guercio, che si è detta comunque entusiasta di iniziare l’avventura avellinese «fronteggiando un intervento di così grande valore sociale».

Nel corso della riunione, fu proprio l’ex sindaco Galasso a lamentare la mancanza di comunicazioni scritte da parte della Regione: «Negli anni – ha spiegato – è stato necessario aggiornare il progetto iniziale dell’opera attraverso l’inclusione di interventi indispensabili, che hanno determinato un’ulteriore spesa di 400 mila euro destinati alla recinzione della struttura. Noi abbiamo inoltrato relazioni dettagliate alla Regione e se ritardo c’è stato va attribuito interamente a palazzo Santa Lucia. Il problema, infatti, non è mai stato quello della mancanza effettiva dei fondi, ma ha riguardato l’iter burocratico per la loro erogazione». Soltanto poche settimane fa, infatti, la Regione ha inoltrato una richiesta ufficiale circa l’invio di una relazione rispetto alle spese accessorie effettuate per il completamento del Centro, e il comune, dopo una delibera del 25 ottobre 2012, ha ottemperato alla richiesta attraverso l’invio dell’ulteriore documentazione. Diversa la versione di De Mita: «Fino al 3 novembre – ha spiegato - sul tavolo della Regione non c’era traccia dei documenti richiesti. L’amministrazione comunale ha fornito un’ampia documentazione, ma del tutto inadeguata allo sblocco dei finanziamenti. Solo nelle ultime ore abbiamo ricevuto gli incartamenti richiesti e solo alla luce di questa documentazione è stato possibile ottenere il sì dell’assessore Russo».

Polemiche a parte, le parole del vice presidente furono accolte con favore dai genitori dei bambini autistici, che intravedevano uno spiraglio dopo dieci anni di attesa. Ieri però la nuova doccia fredda. Ora si attende il parere favorevole dell’assessorato alle Politiche sociali di palazzo Santa Lucia.

 

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