La qualità della vita nelle periferie della città

Domenica 16 Dicembre 2012 11:16 Antonello Plati
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Nelle foto: Valle, piazza Assunta; Rione ParcoAVELLINO – Continua il nostro viaggio nell’«altra città», quella troppo spesso dimenticata, dove storie di degrado sociale e urbano segnano la vita quotidiana. Questa volta, partiamo da Picarelli, periferia Nord di Avellino, proseguendo verso borgo Ferrovia e approdando prima a rione Parco e poi a Valle.

Picarelli - Piccolo centro urbano di circa 300 abitanti. Nei prefabbricati pesanti di via Penta e nelle case popolari di contrada Valle Santa, zone completamente isolate dal centro storico del quartiere, le condizioni di vita dei residenti sono preoccupanti. Perfino camminare in strada diventa difficile, perché sia l’asfalto sia la pavimentazione dei portici sono dissestati. Il verde pubblico è lasciato alla cura degli inquilini. Inoltre, le occupazioni abusive di alloggi sono riprese da alcuni mesi, in concomitanza con il commissariamento del Comune, ma gli abitanti sono preoccupati di più per l’abbandono delle strutture – tra le quali due campi di calcetto e uno di bocce – e delle abitazioni. «Qualche mese fa – spiega un inquilino di via Penta – dopo oltre un anno di attesa, il Comune ha sostituito il pavimento del mio appartamento, dove eravamo costretti a camminare tra i calcinacci». E i muri in cartongesso, ormai logori, rendevano l’ambiente violabile da ospiti inattesi. «Spesso, infatti, entravano i topi».

Il progetto per la sostituzione dei fabbricati è stato però approvato in giunta qualche mese prima dello scioglimento. Il primo lotto, 32 alloggi, dovrebbe essere completato entro un anno dalla consegna dei lavori, che partiranno appena il Comune avrà trovato una sistemazione alle 12 famiglie che dovranno liberare il primo edificio che sarà demolito. Al termine dei lavori ci sarà spazio per ulteriori 18 assegnatari, infatti dai 48 attuali gli appartamenti saranno 64.

Borgo Ferrovia - Proseguendo verso Est c’è borgo Ferrovia, quartiere tristemente noto per le vicende dello stabilimento Isochimica, dove furono ripulite dall’amianto circa 2 mila carrozze ferroviarie, mettendo a rischio la salute sia degli operai, che lavoravano senza alcuna protezione, sia dei residenti, ignari dei potenziali danni della sostanza che veniva rimossa dai treni. Un’indagine della Procura, a circa trent’anni dai fatti, sta provando a fare chiarezza.

Intanto, dai primi mesi del 2010, via Fontanatetta, la strada principale del quartiere, è interessata da lavori di riqualificazione: un progetto da 3 milioni e mezzo di euro che oltre alla pavimentazione e agli spazi verdi prevede la sistemazione della rete fognaria e dell’illuminazione pubblica. I lavori in parte sono stati ultimati, ed entro il primo semestre del prossimo anno dovrebbero terminare. Anche per i prefabbricati di via Tedesco il cantiere è pronto: dopo l’intervento, che dovrebbe durare un anno, anche qui ci sarà spazio per 24 nuove famiglie, infatti dai 48 attuali gli alloggi diventeranno 72.

Rione Parco - Sviluppatosi in un clima di somma urgenza, durante il post terremoto, è ancora oggi un quartiere dormitorio. Gli oltre 5 mila abitanti, raccontano dei disagi a Cupa dei Muti, una vera e propria discarica a cielo aperto. Sollecitano maggiore vigilanza come deterrente a ogni sorta di abuso. Pretendono l’apertura del Centro «Flipper», una struttura sportiva polivalente realizzata tra il 2006 e il 2009, costata oltre 800 mila euro e mai inaugurata. Poi c’è il Q5, un agglomerato di edilizia popolare pubblica, dove nei prefabbricati pesanti vivono 72 famiglie. I lavori di riqualificazione dell’area sono fermi da molti mesi per un contenzioso con l’impresa appaltatrice. Intanto, sono solo due i prefabbricati sgomberati e altrettanti i nuovi edifici. «Qui ci autogestiamo – denuncia un residente. Tagliamo l’erba, rimuoviamo i rifiuti». E basta fare un giro per notare che la spazzatura è un po’ ovunque, in particolare sotto i portici dei prefabbricati, dove ci sono anche rifiuti speciali. Strade e marciapiede dissestati completano la cornice.

Valle - Periferia occidentale di Avellino, il centro storico della piccola frazione, un tempo cuore pulsante, è oggi desolatamente silenzioso. Nonostante i prezzi degli immobili siano al di sotto del valore di mercato pochissima gente sceglie di viverci. Conseguenza della carenza di servizi: dopo la scuola media, chiusa nel 2010 quando il provveditore ha delocalizzato l'istituto, la stessa sorte potrebbe toccare a quella  elementare. Ma oltre alle scuole anche diverse attività commerciali hanno chiuso i battenti una dopo l’altra: la salumeria, l’edicola e tanti piccoli artigiani che hanno preferito ritirarsi a vita privata. Resiste ancora lo storico circolo «Pentaca», al secolo «o’ cecatiello», ultimo punto di ritrovo del quartiere.

Ma i problemi di Valle sono legati anche all’urbanistica: piazza Carlo Festa ne è l’emblema. Dal 2008, anno in cui terminarono i lavori di riqualificazione iniziati nel 2005 e costati 1 milione e 300 mila euro, la piazza non si è mai più riappropriata del suo ruolo di spazio di aggregazione. Il restyling minimalista, con il nuovo assetto del verde attrezzato, l’aumento del numero delle panchine, la messa in sicurezza della fontana e la realizzazione di un'area parcheggio, non ha mai convinto i residenti. «Non ci sono zone d’ombra – sbotta un abitante – le querce rosse non hanno assicurato refrigerio durante l’estate».

Alle spalle della piazza, in via Pirone, c’è un agglomerato popolare in avanzato stato di degrado. Un piccolo angolo di Scampia costituito da vecchi e precari prefabbricati pesanti, dove i problemi dei residenti hanno a che fare con lo sversamento illegale di rifiuti, con l’abbandono degli spazi verdi, con pareti che cadono a pezzi, con strade che è sempre più difficile percorrere, anche a piedi. E infine con le occupazioni abusive degli appartamenti. Problemi destinati a protrarsi, perché per via Pirone non è previsto alcun intervento di riqualificazione.