AVELLINO – Trenta giorni per riaprire l’ex Gil altrimenti «ce ne occupiamo noi». È questo l’ultimatum lanciato dai rappresentanti della società civile e dell’associazionismo avellinese che si sono incontrati questa sera davanti all’ingresso della struttura di corso Europa, da ieri sera sottoposta a sequestro giudiziario.
La rete di associazioni della città ha aderito compatta al sit-in promosso dopo l’ennesimo atto vandalico ai danni del complesso realizzato nel 1933 dall’architetto Enrico Del Debbio: presenti il «Centrodonna», «Immaginazione», «Koinè Art Lab», «Zia Lidia Social Club», l’Unione degli studenti, «Occupy Avellino», Forum dei giovani, i comitati «Salviamo la Dogana» e «Avellino Capoluogo». Non è mancato il supporto degli «Original Fans», tifosi della locale squadra di basket, e di tanti comuni cittadini. Diversi gli esponenti politici presenti: il presidente uscente del Consiglio comunale, Antonio Gengaro, i segretari provinciale e cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà, Giancarlo Giordano e Giuseppe Carillo, quello cittadino di Rifondazione Comunista, Costantino D’Argenio, gli esponenti bersaniani del Pd locale, Lucio Fierro e Francesco Todisco, e Giovanni D’Ercole, capogruppo Pdl nella disciolta assise municipale.
Il segretario di Rifondazione Comunista ha sottolineato «l’impegno costante della cittadinanza attiva per non far morire il progetto di polo cinematografico e culturale. Del quale la città avrebbe urgente bisogno per donare nuova linfa alla vita quotidiana. Le responsabilità – ha aggiunto – sono chiare, ora non è il momento della accuse ma il tempo di agire». E su questo i presenti hanno le idee chiare: ««chiediamo la verifica immediata della magistratura per accertare le responsabilità circa l’incendio in modo da togliere al più presto i sigilli alla struttura e giungere nel più breve tempo possibile all’affidamento nel rispetto della prima indicazione di gestione d’uso a indirizzo esclusivamente pubblico».
Su questo punto Franca e Vittoria Troisi del Centrodonna, associazione che con cadenza annuale organizza la rassegna di cinema d’essai «Visioni», sono categoriche: «L’ultima amministrazione comunale ha provato ad aggirare quanto indicato nel progetto originario, modificando la destinazione d’uso che potrebbe prevedere l’affidamento ai privati. È assolutamente un’alternativa da scongiurare». Perché, sono tutti d’accordo su questo, «così ad Avellino la cultura morirebbe».
I presenti si sono dati appuntamento a mercoledì 9 gennaio per valutare nuove forme di mobilitazione.




