AVELLINO – Un passo indietro, ma anche qualche altro in avanti. Procede, infatti, con ritmo alternato la battaglia civica per il ripristino dell’ex cinema Eliseo di Avellino. Dopo il rifiuto dell’amministrazione comunale a rendere disponibili gli atti riguardanti la struttura di corso Europa che i promotori del comitato, sorto spontaneamente dopo il rogo doloso del 2 gennaio, avrebbero voluto visionare per valutare la reale condizione del complesso sotto gli aspetti burocratici e amministrativi, le iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto alla sorte dell’edificio sono riprese con ritrovato entusiasmo. E c’è anche chi insiste perché nella discussione politica la questione torni a essere centrale.
Dal Comune il no agli atti. A due mesi dall’incendio che ha devastato l’ex cinema al Comitato «Luce sull’Eliseo» è stato negato l’accesso agli atti relativi all’edificio di corso Europa e regolarmente richiesti con un’apposita domanda protocollata. «L’ingiustizia, in questa città, si è fatta regola, ma pochi se ne preoccupano e questo rende molti cittadini complici del marciume che infesta le nostre istituzioni – hanno denunciato i membri del Comitato». I quali avevano riposto più di una speranza nel commissario prefettizio: «Eravamo convinti che un esterno, potesse darci le risposte e l’aiuto che da sempre mancano per riuscire a fare qualcosa di buono per la città, ma evidentemente la pressione degli interessi particolari è stata più forte e anche il commissario Guercio non è riuscito ad agire al di fuori dalle solite logiche di potere».
I promotori dell’iniziativa pongono qualche interrogativo alla cittadinanza: «Quante persone sanno che il Comune può rifiutarsi di mostrare atti pubblici alle persone che ne fanno richiesta? Quanti cittadini sono a conoscenza del fatto che una richiesta di accesso ad atti pubblici può essere negata in maniera totalmente discrezionale? Quanti sanno che al Comune di Avellino non esiste alcuna trasparenza, alcun rispetto nei confronti di coloro che pure pagano lo stipendio a tutti coloro che siedono a Palazzo di Città?». Il prossimo passo potrebbe essere quello del ricorso al Tribunale amministrativo regionale: «I cittadini possono solo ricorrere al Tar, ed è quello che faremo – annunciano – ma non lasceremo passare altro tempo nell’attesa che qualcosa si muova».
Ora «ce ne occupiamo noi». All’indomani dell’incendio dissero «Adesso basta! Ce ne occupiamo noi!». Fino a oggi hanno mantenuto la promessa. I componenti del Comitato dopo le tante assemblee e le prime azioni di sensibilizzazione la scorsa settimana per due volte con attrezzi e stracci alla mano, hanno dato vita prima alla giornata «Fiori nei cannoni – Puliamo (e impolliniamo) l’Eliseo» e poi hanno spazzato le scale e il piazzale, liberato gli angoli da sporcizia di ogni genere, rimesso in sesto le fioriere e le aiuole e pulito i marmi della struttura.
Al posto delle erbacce, delle bottiglie rotte, delle scatole di medicinali, sono spuntate piante di primule grazie al lavoro e all’impegno volontario che un gruppo di cittadini sta mettendo a disposizione della propria città. Per restituire ad Avellino un bene comune. L’azione di valorizzazione dell’area continuerà per mantenere alta l’attenzione, con iniziative che «trasmettano linfa vitale a un angolo di città che è stato completamente dimenticato. Il comitato vuole dimostrare che se i cittadini vogliono occuparsi della struttura in prima persona, devono e possono farlo».
L’appello alla classe politica. «Serve subito una scossa alla politica, meno parole e più fatti. Ad Avellino ci sono energie che non riescono a esprimersi, emergenze che non trovano sostegno, progetti, anche nel campo della cultura, che faticano a svilupparsi». A dirlo è stato Luca Cipriano, presidente del teatro Gesualdo, intervenuto nei giorni scorsi sulla questione dell’ex cinema Eliseo. «Occorrono subito gesti concreti per ridare slancio alla città, speranza ai giovani, futuro alla comunità. Servono idee e proposte per costruire un percorso di nuovo protagonismo degli avellinesi. Partendo dai fatti. In quest’ottica la politica deve invertire radicalmente la rotta». Di qui la proposta di Cipriano a chi amministrerà la città di Avellino: «A partire dalla prossima consiliatura, andrà abolito il gettone di presenza riconosciuto ai consiglieri comunali per tutte le sedute di consiglio. Mediamente ogni riunione del prossimo consiglio comunale costerà complessivamente 1.000 euro in gettoni di presenza riconosciuti ai consiglieri. In un anno vengono convocate circa 40 sedute. Tagliando il gettone si otterrebbe, quindi, un risparmio annuo di circa 40mila euro. A questo andrà aggiunto un secondo provvedimento che dovrà prevedere la riduzione di un ulteriore 10% (già ridotto dalla Finanziaria 2006) del compenso di sindaco, giunta e presidente del Consiglio comunale. I due provvedimenti genereranno un risparmio medio di circa 75.000 euro ogni anno, che andrà investito per il primo anno per l’avviamento delle attività dell’Ex Eliseo». Proprio il presidente dell’Istituzione teatro «Carlo Gesualdo» non percepisce, dal giorno dell’insediamento (novembre 2010), alcuna indennità o rimborso spese. Lui il buon esempio l’ha già dato. Ora tocca ai prossimi amministratori.




