AVELLINO – Unite le tre sigle sindacali Cisl, Cgil e Uil nel disapprovare la decisione della Regione Campania di istituire un’azienda regionale al posto degli istituti autonomi per le case popolari. “Un nuovo scippo all’Irpinia destinato ad impoverire ulteriormente il territorio in un’ottica di napolicentrismo che la Regione Campania si ostina a portare avanti”. Così si esprimono i tre segretari provinciali, Melchionna, Petruzziello e De Feo, i quali stigmatizzano le modalità con le quali l’ente guidato da Stefano Caldoro intende riformare gli Iacp: con uno dei tanti emendamenti al bilancio di previsione.
Una riforma così importante, sostengono i sindacati, non può passare con un colpo di mano che ancora una volta finirebbe col penalizzare le piccole province a tutto vantaggio del capoluogo regionale. Difatti, l’Ares, azienda regionale per l’edilizia, così si denominerà la struttura che prende il posto delle istituti case popolari, avrà la sede a Napoli e sarà articolata in cinque distretti, sul modello “fallimentare” – l’aggettivo è di Cgil,Cisl e Uil – dell’Arpac. Quindi, il distretto provinciale non sarebbe autonomo. Ogni decisione sarebbe assunta in sede regionale, ivi comprese quelle concernenti le gare d’appalto per l’effettuazione dei lavori di manutenzione. I proventi dei fitti e delle vendite di alloggi finirebbero nel calderone regionale mentre attualmente sono utilizzati a livello provinciale per la manutenzione, in Irpinia, di circa 7 mila alloggi.
“Bisogna correre ai ripari”, affermano i sindacati, la riforma degli Istituti va fatta ma in maniera diversa, innanzitutto non attraverso un emendamento col solo scopo di portare a Napoli la gestione, i soldi e gli alloggi degli Iacp di tutta la Campania, ma con una vera e propria legge che punti sulla provincializzazione, a difesa dei territori e delle fasce deboli.”




