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    26/06/2026

Avellino città del verde? Sì, ma solo nei colori dello sport

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Una panoramica di Avellino con sullo sfondo il massiccio del PartenioAVELLINO – La città giardino resta un sogno. Avellino, secondo le ultime statistiche redatte dall’Istat, occupa posizioni di coda nella graduatoria dei capoluoghi italiani per superficie destinata al verde urbano. Appena 11,7 metri quadrati per abitante, contro i 30,3 della media nazionale. È al 90esimo posto in Italia. Tra le province campane soltanto Napoli spunta un indice inferiore a quello della nostra città (6,7 mq per abitanti). Gli altri capoluoghi della nostra regione segnano 27,2 mq a Benevento, 19,6 a Caserta e 16,4 a Salerno. Sull’intera superficie del territorio comunale, la densità del verde urbano ad Avellino si ferma al 2,2%. Anche per questo parametro siamo sotto i valori medi dell’intero stivale (2,7%) e ci facciamo precedere da Napoli, (dove il verde urbano è pari al 5,5% della superficie territoriale), da Salerno (3,9%) e Caserta (2,9). Peggio di Avellino, tra le consorelle campane, nel rapporto estensione territoriale-verde urbano, si piazza Benevento con un indice di appena l’1,3%.

I dati Istat, per la verità, sono di qualche anno fa (si riferiscono al 2011), ma non crediamo che oggi  la situazione in città sia migliorata, giacché alcune aree attrezzate a verde urbano allo stato non sono fruibili. Peraltro, Avellino – come si rileva dalla tabella dell’Istat sugli strumenti di pianificazione e governo del verde, sempre riferita al 2011 – non dispone del «piano del verde» (in tutt’Italia, per la verità, lo hanno approvato soltanto 25 capoluoghi) né ha effettuato un «censimento del verde» che in 82 Comuni capoluogo è stata redatto. Dispone, invece, di un «regolamento del verde », strumento di cui sono dotati 53 capoluoghi. Avellino non ha aree naturali protette o tutelate, al contrario di quanto avviene in altre città, dove queste aree sfiorano – mediament e-  il 15%  della superficie comunale. L’Istituto nazionale di statistica offre anche una tabella che ripartisce il verde urbano nelle diverse tipologie.

Ebbene quello disponibile nella nostra città per il 40,8% è da considerare «verde attrezzato», per il 25,1%  «verde storico», per il 19,3% «area di arredo urbano», per il 3,6%  «aree sportive all’aperto», per il 3,3%  «giardini scolastici». Il restante 7,8% è da segnare ad altri tipi  residuali di verde, tra i quali le superfici incolte e quelle destinate ai cimiteri.

 

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