Una mobilità nuova per cambiare strada

Venerdì 03 Maggio 2013 10:10 Pietro Mitrione
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita2_litalia_cambia_strada.jpgAVELLINO – “L’Italia cambia strada” è il tema ispiratore della giornata ambientalista in programma domani a Milano e organizzata dalla Rete per la mobilità nuova. Vi prenderà parte anche una delegazione di in_loco_motivi, l’associazione guidata da Pietro Mitrione di cui vi sottoponiamo questo intervento:

La Rete per la mobilità nuova, di cui l’associazione “in_loco_motivi” fa parte, organizza la manifestazione “ L’Italia cambia strada” che si terrà a Milano il 4 maggio. La Rete per la mobilità nuova nasce con lo scopo di diffondere e promuovere la mobilità tra cittadini, associazioni, movimenti, amministrazioni e istituzioni. Questa iniziativa è l’occasione per condividere il percorso che porterà ad interloquire con i decisori politici per ottenere - attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare - un radicale cambiamento negli investimenti pubblici per la mobilità a vantaggio del trasporto pubblico locale. Rete per la mobilità nuova è una realtà che unisce le persone che quotidianamente si muovono usando i treni, il trasporto pubblico locale, la bici e le proprie gambe, e che rappresentano una maggioranza ignara di esserlo.

La mobilità nuova impone un radicale ripensamento nell’allocazione delle risorse economiche per i trasporti, privilegiando le opere di mobilità urbana, locale e regionale rispetto alle opere autostradali e all’alta velocità ferroviaria.

La mobilità nuova ruota attorno a quattro perni: l’uso della bici; l’uso delle gambe; l’uso del tpl e della rete ferroviaria nazionale; l’uso occasionale dell’auto

La sfida vincente è quella di disincentivare  l’uso del mezzo privato puntando a creare moderne condizioni di trasporto pubblico locale che veda l’integrazione fra i vari sistemi di mobilità collettiva l’asse portante del sistema trasportistico. Queste considerazione vedono la nostra realtà avellinese caratterizzata da un notevole indice di inefficienza. L’Irpinia è stata quasi cancellata dalla geografia ferroviaria, il trasporto pubblico su gomma lamenta continui tagli che prefigura una colpevole penalizzazione delle zone interne. Il parco autobus nazionale, che andrebbe completamente rinnovato, è allo sfascio e, intanto, si  preferisce far chiudere l’unico stabilimento italiano, l’Iribus di Valle Ufita, che costruisce mezzi pubblici di elevata qualità ecologica.

Una scandalosa vergogna nazionale che sta determinando solo disoccupazione e smantellamento di una attività iniziata con grandi investimenti pubblici! Occorre una decisiva inversione di tendenza, bisogna capire e far capire che gli interessi di alcuni  non devono  prevalere su quelli della collettività altrimenti c’è solo un futuro caratterizzato da  paralisi da traffico e inquinamento atmosferico: i drammi delle città moderne. In questa manifestazione le rivendicazioni per un cambiamento del trasporto pubblico locale anche nella nostra Irpinia trovano la loro giusta collocazione e sarebbe bello che gli aspiranti sindaci della nostra Avellino ne prendessero coscienza e progettualità. In_loco_motivi