AVELLINO – I sindacati chiedono le dimissioni del consiglio di amministrazione dell’Alto Calore Servizi guidato da Francesco D’Ercole e lanciano l’allarme sulla situazione debitoria dell’azienda, ormai diventata insostenibile. Questa mattina è tornato a riunirsi, presso la prefettura di Avellino, il tavolo istituzionale chiesto dai lavoratori di Corso Europa. All’incontro erano presenti i rappresentanti della Rsu, i segretari provinciali di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl ed il vicepresidente del comitato per il controllo analogo, Lello De Stefano. Hanno, invece, dato forfait i vertici dell’Acs. Non si è sottratto al confronto il direttore generale della società idrica, Eduardo De Gennaro.
Dai dati resi noti in questi giorni, in tre anni di gestione del centrodestra i conti dell’Acs sarebbero drammaticamente peggiorati, accumulando un ulteriore aggravio di circa 17 milioni di euro, 14 dei quali concentrati nell’ultimo biennio, facendo segnare il record negativo di 87 milioni di euro. I sindacati, quindi, non intendono fare sconti a D’Ercole ed Abate, accusati di essere responsabili di una gestione inadeguata e poco trasparente, e mostrano grande preoccupazione per il mantenimento del livello occupazionale e per il futuro della società.
In particolare, nel mirino finiscono le spese per la gestione del personale, che avrebbero fatto registrare un aumento, nonostante i numerosi pensionamenti di questi anni ed i provvedimenti di mobilità verticale messi in atto dal Cda. Ma i lavoratori chiedono conto anche di una serie di costi non sufficientemente documentati dall’azienda. Per fine mese, comunque, è stata convocata l’assemblea dei sindaci soci dell’Acs, per l’approvazione del bilancio consuntivo. Una riunione che si preannuncia ad alta tensione e che giunge in concomitanza con la scadenza del mandato dell’esecutivo. I sindacati ed il comitato di controllo, però, sin da oggi bocciano senza appello il consiglio di amministrazione.




