AVELLINO – Il Centro di ricerca «Guido Dorso» per lo studio del pensiero meridionalistico rischia di scomparire. La notizia, anticipata ieri dal quotidiano Il Mattino con un editoriale del caporedattore Generoso Picone, ha destato subito preoccupazione non solo tra i tanti studiosi che negli oltre trent’anni di vita dell’ente si sono affidati agli archivi di Manlio Rossi Doria e Carlo Muscetta, custoditi negli scaffali del Centro studi insieme a tanti altri volumi (quasi 60 mila), ma anche tra i comuni cittadini consapevoli dell’importanza di un’istituzione culturale che ha pochi confronti nel Mezzogiorno d’Italia.
Il contributo di 100 mila euro, erogato annualmente da Palazzo Santa Lucia, non è contemplato nella finanziaria regionale 2012: l’attività di ricerca e il funzionamento stesso dell’ente potrebbero subire una battuta d’arresto fatale. Proprio Generoso Picone lancia il grido d’allarme «ai candidati sindaci, agli aspiranti consiglieri, a tutti coloro che in questi giorni si affaccendano a proporre idee, progetti e piani per la cultura ad Avellino». «Serve vigilanza» – avverte il caporedattore avellinese. «Forse non c’è mai stato l’appostamento sul capitolo di spesa, la somma potrebbe essere addirittura andata in prescrizione: comunque nella migliore delle ipotesi, se riparlerebbe nel 2014. Troppo tardi. C’è qualcuno a cui interessi»?
Gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino, ospiti ieri pomeriggio della libreria «L’angolo delle storie» per un forum promosso dal «Presìdio del libro», hanno manifestato la propria sensibilità alla vicenda. Tutti concordi sulla «necessità di un intervento di massima urgenza per tutelare la sorte di un polo di eccellenza, non solo della nostra città ma dell’intero Mezzogiorno».
È stata Giuliana Freda, responsabile dell’archivio librario del Centro «Guido Dorso», a diffondere comunque ottimismo: «Nonostante tutto, il Centro non è un malato terminale. E non è giunto assolutamente il momento di intonare il de profundis. Sia gli operatori sia gli utenti presidieranno l’istituto e avranno il sostegno, oltre che degli enti locali, della famiglia Dorso e della Fondazione Feltrinelli».




