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    26/06/2026

Ancora polemiche nella giustizia irpina

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Il tribunale di AvellinoAVELLINO – Nuove polemiche e vecchie emergenze stanno segnando la giustizia irpina negli ultimi tempi. Le prime si sono concentrate soprattutto sulla sopravvivenza del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi. Prima su un blog locale e, poi, nel corso della cerimonia celebrativa del centocinquantesimo anniversario del Tribunale, alcuni autorevoli esponenti del territorio e dell’avvocatura santangiolese hanno rivolto aspre critiche al Palazzo di Giustizia di Avellino. La rivendicazione di una primogenitura rispetto al Tribunale del capoluogo, unita alla denuncia della inadeguatezza della struttura di Piazza d’Armi, sono solo alcuni degli argomenti tirati in ballo. Fatto è che non saranno queste considerazioni ad evitare la soppressione del Tribunale, che ormai è sempre più vicina. Su questo punto va registrata, invece, la lucida rassegnazione degli avvocati di Ariano Irpino che sembrano avere ormai accettato la prospettiva della prossima chiusura del Tribunale del Tricolle. Sospese le iniziative di protesta, gli addetti ai lavori si stanno preparando a “traslocare” a Benevento, riuscendo persino a ironizzarci con gustosi interventi e parodie sui social network.

Peraltro, la differenza tra le due reazioni è in parte spiegabile e comprensibile. E, infatti, gli avvocati ed i giudici del Tricolle si troveranno ad operare in una struttura (quella di Benevento) efficiente ed adeguata, capace di sostenere la migrazione arianese. Anzi, i vertici del Palazzo di Giustizia sannita hanno già da tempo dichiarato di essere pronti ad accogliere i nuovi arrivi senza timori di paralisi o rallentamento delle attività. Né va sottovalutato il fatto che la soppressione del Tribunale di Ariano Irpino non comporterà disagi gravissimi per l’utenza dal momento che buona parte dei Comuni ricadenti nell’attuale distretto di Ariano già sono contigui alla provincia di Benevento. Diverse, invece, sono le prospettive degli avvocati di Sant’Angelo dei Lombardi e dei cittadini residenti nell’attuale distretto del Tribunale santangiolese. Non è un mistero che il Palazzo di Giustizia di Avellino sia inadeguato persino a soddisfare le esigenze dell’utenza del distretto di Avellino. I nuovi arrivi probabilmente renderanno drammatica la situazione, che rischierà il collasso.

Anche sotto questo profilo non possono essere ignorate le gravi responsabilità dei vertici politici ed amministrativi della città capoluogo che, pur consapevoli delle condizioni precarie della struttura, da anni continuano a rinviare qualsiasi decisione in merito, limitandosi a disporre interventi tampone, diretti semplicemente a garantire l’agibilità e la funzionalità dell’edificio. È giunto ormai il momento di individuare finalmente una soluzione, che, al di là di fumose ipotesi riguardanti la realizzazione di una cittadella giudiziaria, si concentri, invece, sulla scelta di una struttura già esistente, inutilizzata o sottoutilizzata, da destinare all’amministrazione della giustizia. D’altra parte, in una città punteggiata di edifici pubblici abbandonati o semiabbandonati non sarà complicato reperire una nuova allocazione per gli uffici giudiziari.

Fin qui le polemiche che investono la situazione dei Tribunali irpini. E, tuttavia, un vero e proprio uragano investirà nelle prossime settimane gli uffici del giudice di pace. In base alla recente riforma della geografia giudiziaria, sopravvivranno solo gli uffici ubicati nelle città che ospitavano (o ospitano) la sede del distretto del Tribunale. In Irpinia, quindi, resteranno in vita gli uffici del giudice di pace di Avellino, Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Tutti gli altri (Montoro Superiore, Lauro, Cervinara, Chiusano San Domenico, Grottaminarda, Mirabella, Castel Baronia, Lacedonia, Frigento, Calabritto) scompariranno, a meno che le amministrazioni comunali interessate non abbiano adottato provvedimenti ad hoc entro il 29 aprile scorso. In particolare, i Comuni dovrebbero farsi carico delle spese necessarie a garantire il funzionamento dell’ufficio e mettere a disposizione propri dipendenti per le attività di cancelleria. In qualche caso le amministrazioni comunali interessate si sono attivate tempestivamente. Ad esempio, l’ufficio del giudice di pace di Montoro Superiore probabilmente continuerà ad essere operativo grazie ad un’intesa raggiunta dai Comuni di Montoro Inferiore, Montoro Superiore e Solofra. Certo è, però, che in molti altri casi gli uffici periferici del giudice di pace scompariranno, e con essi la lunga storia degli uffici giudiziari (nati come preture) istituiti a presidio di alcuni fra i territori più periferici ed isolati dell’Irpinia.

 

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