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    26/06/2026

Parte da Avellino il viaggio lungo le ferrovie dimenticate

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Il ponte Principe lungo l'Avellino-RocchettaAVELLINO – E’ in programma domani mattina, con capolinea alla stazione di Borgo ferrovia, un “viaggio” lungo l’itinerario della storica linea Avellino-Rocchetta. A percorrerlo, insieme con gli amici dell’associazione in­_loco_motivi, che da anni si batte a difesa della ferrovia, ci sarà Antonello Caporale, attuale giornalista del Fatto Quotidiano, per oltre un ventennio a Repubblica, che sta preparando un reportage sulle cosiddette ferrovie dimenticate. Sull’appuntamento di domani ospitiamo un intervento di Pietro Mitrione, presidente di in_loco_motivi.

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Il giornalista Antonello Caporale inizia da Avellino il suo viaggio nei territori delle “ferrovie dimenticate”. Saranno otto le  tratte che visiterà per conoscere luoghi, persone, comunità, disgrazie e opportunità con  altrettanti racconti che saranno pubblicati  questa estate. La prima è quella che da Avellino giunge a Rocchetta, la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, una delle più antiche della Campania, la cui costruzione fu voluta fortemente da Francesco De Sanctis e successivamente da Giustino Fortunato. Questa tratta ferroviaria è tra le linee ferroviarie considerate ingiustamente “minori”  ed il  rischio di chiusura, dopo la sua sospensione avvenuta nel dicembre del 2010, su decisione inopinata dell’attuale assessore regionale ai Trasporti della Campania Sergio Vetrella, è nei fatti. Da anni l’associazione in_loco_motivi sta lottando per un riuso della nostra storica ferrovia Ofantina a favore del territorio che attraversa. Questa linea, completamente automatizzata con sistemi di sicurezza di avanzata tecnologia lungo il cui tragitto sono stati posizionati 120 km di fibre ottiche, attraversa tutti i nuclei industriali localizzati sulla dorsale appenninica dopo il triste terremoto dell’80.

E’ la ferrovia delle acque: attraversa e lambisce in più punti i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto. E’ la ferrovia dei grandi vini docg: attraversa i territori, servendoli con stazioni nei Comuni degli areali del Taurasi e del Fiano. E’ la ferrovia del Parco naturalistico regionale dei Monti Picentini. E’ la ferrovia delle aree a tutela della biodiversità. E’ la ferrovia dei Borghi: storia, cultura ed identità territoriale. Appuntamento alla stazione ferroviaria di Avellino, anch’essa a rischio chiusura, alle 12,00 di sabato 1 giugno, ed iniziare un percorso a ritroso nel tempo e negli sprechi e in tutto quello che poteva essere e non è stato per la “Rocchetta”.

1° tappa al ponte “principe” fra i paesi di Lapio e Taurasi: un capolavoro di ingegneria ferroviaria; 2° tappa a San Mango sul Calore, paese completamente distrutto dal sisma dell’80, unico nucleo industriale raccordato con la ferrovia; 3° tappa a Lioni, la capitale del terremoto; 4° tappa a Conza della Campania/Calitri presso l’invaso sull’Ofanto nel cuore dell’Irpinia d’oriente.

Aggiornamento del 1 giugno 2013, ore 22.22 - Una lunga giornata di appassionato amore per le ferrovie dimenticate: luoghi, persone, comunità, disgrazie e opportunità. Grazie ad Antonello e ai tanti amici che ci hanno aspettato nelle stazioni nonostante il cattivo tempo a testimonianza di una condivisione della nostra battaglia per far riaprire la ferrovia Avellino-Rocchetta!


 

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