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    26/06/2026

Sigilli all’ex Isochimica, 24 persone sotto inchiesta per disastro ambientale

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Il Tribunale di Avellino. Nel riquadro, il procuratore Rosario CantelmoAVELLINO – Proprio nel giorno in cui la Corte d’Appello di Torino ha confermato la pena, aggravandola, a carico del magnate svizzero comproprietario della multinazionale Eternit e ha fissato un maxi-risarcimento per i danni causati, la Procura della Repubblica di Avellino, diretta da Rosario Cantelmo, ha disposto il sequestro in via d’urgenza dell’area dell’ex Isochimica a Pianodardine. Ad eseguirlo gli uomini del Nipaf (il nucleo investigativo della polizia ambientale ) del corpo forestale dello Stato di Avellino.

Il provvedimento di sequestro è stato adottato d'urgenza – si legge in un comunicato della Procura –   in quanto le ultime verifiche disposte “hanno accertato che lo stato attuale di ammaloramento degli oltre 500 cubi di cemento-amianto friabile (su un totale di circa 2.767 tonnellate -  2.767.000 chilogrammi - di tale materiale lavorato) ivi illecitamente smaltiti, dal 1983 al 1988, nel corso dell'attività industriale dell'Isochimica Spa è tale da imporre per essi una valutazione di generalizzata inidoneità a trattenere le fibre di amianto, la cui dispersione nell’area aziendale va ad integrare quell'evento grave e complesso che, provocando effetti nocivi di natura diffusiva, espone a concreto pericolo, collettivamente, l'incolumità di un numero indeterminato di persone”.

Insomma, l’area dell’impianto dove si scoibentavano le carrozze ferroviarie rappresenta una vera e propria bomba ecologica che è urgente disinnescare, viste le gravi conseguenze che può determinare. La Procura della Repubblica aggiunge nel suo comunicato che “la circostanza che in relazione alla vicenda in questione non sia ancora intervenuta una valutazione da parte di un organo giudicante (gli atti verranno trasmessi al Gip presso il Tribunale di Avellino con richiesta di convalida del sequestro nei termini previsti dalla legge) non consente la divulgazione di circostanze diffuse”.  Tuttavia – si legge ancora nella nota a firma del Procuratore Cantelmo che, lo ricordiamo, al momento del suo insediamento ad Avellino aveva parlato della vicenda dell’ex Isochimica come una delle priorità da affrontare – la particolare rilevanza della vicenda nell'ambito della città di Avellino induce ad alcune precisazioni. Al momento le persone indagate sono 24; i reati loro contestati a vario titolo sono il concorso in disastro ambientale doloso e la cooperazione colposa in disastro ambientale. Le indagini proseguono nei confronti di altre persone (allo stato non identificate) per accertare eventuali, ulteriori coinvolgimenti e responsabilità nella mancata attività di bonifica e messa in sicurezza dello smaltimento e dell'area.

La Procura ha nominato custodi dello smaltimento e dell'area sequestrata il sindaco pro-tempore di Avellino e il dirigente dell'ambiente del Comune di Avellino, Comune che è chiamato ad eseguire interventi di messa in sicurezza d'urgenza e di bonifica dell'area in questione allo scopo di impedire l'ulteriore propagazione degli inquinanti ed il conseguente peggioramento della situazione ambientale. La Procura sta eseguendo ulteriori indagini per accertare le cause della morte di numerosi lavoratori dell’ex Isochimica e delle lesioni riportate da altri operai: omicidio colposo e lesioni personali colpose i reati ipotizzabili oltre a quello riguardante la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

 

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