AVELLINO – Due importanti questioni d’interesse per i nostri coltivatori hanno formato oggetto di una riunione in prefettura. La prima riguarda la bruciatura dei residui vegetali; l’altra i danni arrecati alle colture dai cinghiali, i quali in alcuni Comuni dell’Altirpinia rappresentano un potenziale pericolo anche per le persone e soprattutto per gli automobilisti. Sul problema dell’ “abbruciamento” del fogliame e dell’erbacce che in questo periodo emerge in tutta la sua portata giacché i contadini si accingono a pulire il terreno in vista del prossimo raccolto delle nocciole (ieri c’è stata una manifestazione degli agricoltori, i quali hanno sfilato per le strade del capoluogo per richiamare l’attenzione di autorità e pubblica opinione sulla delicata questione) è stato deciso di istituire un tavolo tecnico con l’Arpac per ricercare una soluzione. I coltivatori, per il tramite delle associazioni di categoria, sostengono che la pratica di bruciare i residui vegetali dei noccioleti e dei castagneti è secolare e non presenta alternative a meno che non si voglia distruggere un settore che costituisce la principale voce del bilancio agricolo provinciale. I rappresentanti delle pubbliche istituzioni ribattono che il divieto di accendere questo materiale è stabilito dal codice dell’ambiente, modificato di recente dalla normativa comunitaria. Le sanzioni per i trasgressori assumono carattere penale. Da qui la necessità di trovare il modo di uscire dall’impasse contemperando le esigenze della tutela ambientale con quelle dei protagonisti di un settore economico che è fonte insostituibile di reddito per una fetta notevole della popolazione irpina.
Alla riunione, presieduta dal prefetto Guidato, hanno partecipato il presidente della Commissione regionale Agricoltura, il sub commissario della Provincia, i referenti dell’assessorato all’ Agricoltura e foreste, il comandante del Corpo forestale dello Stato, il direttore Arpac, una delegazione dei sindaci dei Comuni interessati e i rappresentanti della neo istituita Associazione Verde Irpinia.
Sulla massiccia presenza di cinghiali sul territorio di alcuni Comuni dell’Alta Irpinia, tra cui Monteverde e Bagnoli Irpino, per prima cosa si è convenuto sull’opportunità che sia l’amministrazione provinciale (che ha avviato da tempo un’attività di monitoraggio sulla presenza dei cinghiali sul territorio provinciale) a farsi carico di inoltrare apposita richiesta alla Regione Campania affinché sia convocato un incontro con i sindaci dei Comuni ove è maggiormente avvertita la presenza di questi animali, allo scopo di individuare le modalità operative per contenere il fenomeno, tenendo presente che il cinghiale è considerato specie protetta dalla normativa europea. Il settore foreste della Regione, dal canto suo, ha assunto l’impegno di chiudere da subito i varchi delle recinzioni che delimitano la zona forestale per evitare che i cinghiali attraversino la strada Ofantina mettendo in pericolo la sicurezza degli automobilisti.




