AVELLINO – “Nell’approssimarsi del periodo di massimo rischio per il fenomeno degli incendi boschivi, che ormai da anni vede la provincia di Avellino al terzo posto per numero di eventi nella classifica nazionale, e nelle more dell’approvazione del decreto di massima pericolosità da parte del presidente della giunta regionale della Campania, si evidenzia come il Corpo forestale dello Stato intensifichi la propria attività di controllo del territorio per prevenire e reprimere quello che, attualmente, è il reato ambientale più severamente punito dal nostro ordinamento (con la reclusione fino a dieci anni, nell’ipotesi non aggravata)”: è quanto si legge in un comunicato stampa del Cfs che intensifica i controlli nella lotta agli incendi boschi nell’ambito della campagna Aib 2013 (Antincendi boschivi). “Chiunque avvisti un incendio boschivo – si legge ancora – può comporre il numero di emergenza ambientale del Cfs 1515 che allerterà la pattuglia più vicina onde procedere alla verifica della segnalazione (preferibilmente, non anonima) e al coordinamento degli interventi di spegnimento. La bruciatura di residui vegetali, anche nei terreni coltivati o incolti, è una pratica da ritenersi non più consentita alla luce delle nuove norme contenute nel “Testo unico ambientale” d.lgs 152/2006 s.m.i., essendo assimilabile ad uno smaltimento di rifiuti non autorizzato; si ricorda come ogni anno un numero elevato di incendi (colposi, puniti anch’essi con la reclusione, fino a cinque anni) sia causato propri da operazioni di ripulitura dei fondi. Il bosco è “un bene insostituibile per la qualità della vita” - art.1 legge 353/2000 legge quadro in materia di incendi boschivi - ognuno di noi può, e deve, contribuire alla sua tutela”.




