AVELLINO – Procedono i lavori per la realizzazione dell’infrastruttura che consentirà il transito della cosiddetta metropolitana leggera lungo le strade della città capoluogo. Da metà giugno e fino a questi ultimi giorni, da via Francesco Tedesco e fino a via Nazionale Torrette, passando per via Colombo e via Cavour, ai pali precedentemente installati sono stati applicati i conduttori elettrici, sospesi sulla sede stradale, dai quali i bus ecologici riceveranno la necessaria potenza elettrica per l’alimentazione tramite le due aste di captazione che saranno posizionate sulla loro sommità. Una volta completata, l’opera consentirà la circolazione di filobus elettrici di ultima generazione, erroneamente definiti metropolitana leggera (quest’ultima in realtà è tutt’altra cosa: richiedendo la presenza di binari e di mezzi che pur circolando in superfice sono del tutto simili ai classici convogli che viaggiano sottoterra).
I lavori procedono comunque con netto ritardo rispetto alla tabella indicata dal sindaco uscente, Giuseppe Galasso, che in una delle sue ultime uscite pubbliche da primo cittadino, il 12 ottobre 2012, aveva assicurato che «entro quest’estate» sarebbe stato «completato un tassello importante per la mobilità cittadina». L’esplicito riferimento era proprio alla linea di filobus che dovrebbe coprire un percorso di circa 11 chilometri e che dal borgo Ferrovia arriverà a Torrette di Mercogliano, toccando punti strategici della città come Piazza Libertà o la centralissima e trafficata via Colombo, provando a decongestionare il traffico cittadino.
Il via libera ai lavori è arrivato dagli uffici di Piazza del Popolo lo scorso 5 marzo, quando, con una determina dirigenziale, alla ditta Imet è stata concessa l’autorizzazione per l’affidamento in subappalto dell’elettrificazione della linea di contatto. È l’impresa Cogetel Scarl di Aversa che s’è aggiudicata i lavori per un importo di poco superiore ai 270 mila euro.
L’importo complessivo dell’opera, cominciata nel febbraio del 2009, ammonta a quasi 25 milioni di euro, di cui il sessanta per cento, 14 milioni e 800 mila euro, finanziato con fondi del Ministero dei Trasporti (ex legge 211), e il restante quaranta per cento suddiviso tra fondi regionali, poco meno di 10 milioni di euro, e fondi comunali, circa 80 mila euro. La consegna dei lavori dovrebbe avvenire (il condizionale è d’obbligo quando si parla di lavori pubblici ad Avellino) entro il mese di settembre di quest’anno.
È bene ricordare che il cantiere della metropolitana leggera ha subìto diverse interruzioni: due quelle più prolungate. La prima negli anni tra il 2009 e il 2010, quando il Ministero delle Infrastrutture, presieduto da Altero Matteoli (Pdl), pretese la rielaborazione del progetto originario, realizzato sotto la guida di Pucci Bruno, assessore alla Mobilità della seconda giunta guidata da Antonio Di Nunno. Da Roma chiedevano di eliminare o contenere allo stretto necessario la tratta di linea in servizio pubblico non alimentata elettricamente, così da rispettare i criteri adottati per la concessione del contributo. Apportate queste modifiche, la realizzazione dell’infrastruttura è andata avanti, quasi senza soste, fino a meno di un anno fa, quando per «carenza di fondi» tutto si fermò. L’allora assessore alla Mobilità, Livio Petitto, spiegò che «mentre il 60% dei fondi relativi al Ministero dei Trasporti» erano «arrivati a destinazione» quelli che dovevano essere erogati «da Palazzo Santa Lucia» avevano «subito un rallentamento».
Ora le risorse necessarie sembrano essere state recuperate: il progetto – come più volte hanno sottolineato gli amministratori – ha come obiettivo principale quello di abituare i cittadini a lasciare l’auto a casa per sfruttare quanto più possibile i mezzi ecologici. Gradualmente, infatti, l’intento è quello di diminuire lo spazio dedicato ai parcheggi a raso.
