Smobilitano i tribunali di Ariano e Sant'Angelo

Sabato 13 Luglio 2013 10:26 Faustino De Palma
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I tribunali di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei LombardiAVELLINO – I Tribunali periferici stanno smobilitando. Ad Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi sono già iniziate le grandi manovre per il trasferimento a Benevento e ad Avellino del personale, delle strutture e dell’intero contenzioso. La recentissima sentenza della Corte costituzionale, che ha sancito la legittimità costituzionale del decreto sulla geografia giudiziaria, ha spento le ultime speranze di chi confidava in un ennesimo rinvio della soppressione degli uffici giudiziari, se non, addirittura, in un dietro-front. E, tuttavia, prima ancora che ciò accadesse, il presidente del Tribunale di Avellino, Amodio, si era già recato presso i Palazzi di Giustizia di Ariano e Sant’Angelo per incontrare il personale e fare il punto sulle modalità e sulla tempistica dei trasferimenti. Ovviamente non mancano resistenze e perplessità su quanto accadrà dal 16 settembre in poi, quando, riprese le attività giudiziarie dopo la pausa estiva, tutto il contenzioso dei tribunali soppressi dovrà essere gestito dagli uffici giudiziari che li hanno accorpati. Nel frattempo, i magistrati di Ariano e Sant’Angelo già stanno rinviando le cause in corso dinanzi ai Tribunali di Benevento ed Avellino. Nel caso di Cervinara, sezione distaccata del Tribunale di Avellino (anch’essa soppressa), a partire dalla metà di luglio molte cause saranno già trattate presso il Palazzo di Giustizia di Piazza d’Armi.

C’è da chiedersi, ovviamente, quale impatto avrà il trasferimento e, soprattutto, se gli uffici giudiziari di Avellino e Benevento lo reggeranno. Le risposte potrebbero essere differenti, sia in relazione alle diverse caratteristiche e dislocazioni degli edifici che ospitano i due uffici giudiziari, sia in relazione alle tre categorie di addetti ai lavori (magistrati, personale di cancelleria ed avvocati) coinvolti. Per quanto riguarda il primo profilo, le “voci di dentro” riferiscono che gli uffici giudiziari sanniti sono già attrezzati per accogliere gli “esuli” del Tricolle. La struttura del Palazzo di Giustizia di Benevento è certamente più ampia e confortevole di quella di Avellino. Situata nella periferia cittadina, è facilmente raggiungibile per chi proviene dall’Irpinia ed è dotata di ampi parcheggi. Recentemente, ristrutturato, l’edificio è composto da cinque piani in cui sono allocate molte aule di udienza, in media più ampie di quelle situate nel Palazzo di Giustizia di Avellino. Viceversa, proprio di quest’ultimo sono arcinote le carenze: spazi angusti, problemi strutturali, parcheggi pressoché inesistenti, allocazione nel pieno centro della città in uno dei nodi più “inestricabili” del traffico cittadino, soprattutto nelle ore di punta.

Non è certamente un caso che da anni, ancor prima della soppressione del Tribunale di Sant’Angelo, il reperimento di una diversa sede per il Palazzo di Giustizia di Avellino sia considerata un’emergenza a cui porre rimedio in via prioritaria. Fatto è che, a fronte degli impegni assunti ciclicamente, le amministrazioni comunali che si sono avvicendate nel corso dell’ultimo decennio non sono state in grado di risolvere il problema, pur avendo a disposizione aree ed edifici pubblici dismessi. Per quanto riguarda gli addetti ai lavori, sulla carta l’efficienza dei servizi dovrebbe essere garantita dal fatto che magistrati e personale di cancelleria in servizio presso i Tribunali di Ariano e di Sant’Angelo saranno trasferiti in blocco nelle nuove sedi. Sennonché, sommare le risorse umane non risolve automaticamente i problemi derivanti dall’accorpamento. E, infatti, è concreto il rischio di sovrapposizione di ruoli e di competenze, per tacere della probabile (nel caso di Avellino, pressoché certa) inadeguatezza degli spazi destinati ad ospitare gli addetti. A ciò si aggiunga che si renderà certamente necessaria la riorganizzazione integrale degli uffici e dei servizi, che, a due mesi dal trasferimento definitivo, è ancora al palo.

Quanto all’avvocatura ed alle condizioni in cui si troverà ad operare, l’accorpamento comporterà la fusione degli ordini forensi e, quindi, un vero e proprio stravolgimento degli assetti organizzativi e dell’attuale gestione dell’attività professionale da parte degli avvocati del foro del Tricolle e di quello di Sant’Angelo dei Lombardi.