BOLOGNA – «Si intravede una lieve crescita della spesa sanitaria, ma si tratta di stime previsionali che non modificano la sostanza: la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità, già insufficiente, resta invariata nei prossimi anni, confermando il cronico sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale». Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di finanza pubblica (Dfp) approvato lo scorso 9 aprile dal Consiglio dei ministri e incentrato sulla verifica dei risultati conseguiti nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine (Psbmt) 2025-2029, deliberato lo scorso 27 settembre.
«Al fine di offrire dati oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, evitando ogni strumentalizzazione – spiega Cartabellotta – la Fondazione Gimbe ha condotto analisi indipendenti sulla spesa sanitaria sul Dfp 2025, includendo anche un confronto con le stime contenute nel Psbmt». Le analisi riguardano il consuntivo 2024, le previsioni per il 2025 e per il biennio 2026-2027. Per il 2028, pur rientrando nel triennio di riferimento della prossima legge di Bilancio (2026-2028), il Dfp si limita a fornire indicazioni descrittive, senza riportare le stime di dettaglio nelle tabelle analitiche.
