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    26/06/2026

L’addio alle vittime del pullman di Monteforte. L’inchiesta della Procura di Avellino

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Un momento dei funerali alle vittime del bus svoltisi questa mattina a MonteruscelloPOZZUOLI – Si sono svolti stamane i funerali di 37 (delle 38 vittime) della strage avvenuta sabato sera  sull’autostrada Napoli-Canosa, sul viadotto in territorio di Monteforte irpino. Per l’autista del pullman le esequie si svolgeranno successivamente giacché la magistratura ha disposto l’esame autoptico. La cerimonia funebre, presieduta dal vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella (già vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia) si è svolta alla frazione Monteruscello del Comune flegreo (località di residenza di buona parte delle vittime) nel palazzetto dello sport. La struttura della capienza di 5 mila persone è stata insufficiente a contenere tutta la folla che ha voluto dare l’estremo saluto alle persone decedute in questo assurdo incidente stradale. È stato necessario allestire dei maxi schermo sul piazzale per permettere a tutti di assistere alla straziante cerimonia. Numerose le autorità civili e militari presenti, tra le quali il presidente del Consiglio dei ministri, Letta, affiancato dal presidente della Regione Caldoro. Alla cerimonia hanno preso parte anche diversi sindaci e pubblici amministratori di Comuni irpini, tra i quali il primo cittadino di Monteforte Irpino, Antonio De Stefano, cui è stato rivolto un lungo applauso dopo che il suo collega di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l'ha pubblicamente ringraziato per il grande spirito di solidarietà e di vicinanza alla comunità puteolana. Ha partecipato anche una delegazione dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Avellino, guidata dal Comandante, ing. Alessio Barbarulo. I caschi rossi avellinesi furono i primi a giungere sul luogo della tragedia, mettendo in salvo i pochi superstiti e estraendo dal groviglio di lamiere i corpi straziati delle persone morte nel tragico volo lungo la scarpata. Tra le vittime, una donna di origine irpina, la signora Elisabetta Iuliano, classe 1935, di Pietrastornina, in Valle Caudina.

Intanto, in Procura della Repubblica ad Avellino, il procuratore capo Rosario Cantelmo e i suoi collaboratori stanno lavorando in più direzioni per accertare cause e responsabilità del terribile incidente. Volendo sintetizzare, si può pensare che l’inchiesta in atto proceda lungo tre direttrici. Lo stato di salute del conducente (e qui si attendono i risultati dell’autopsia); l’efficienza del mezzo (che avrebbe iniziato a perdere parti meccaniche del motore almeno un chilometro prima del catastrofico volo); l’idoneità del guardrail a resistere all’impatto con  un mezzo pesante.

 

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