AVELLINO – “Quelli che lavorano per il Palio sono dei volontari e in queste condizioni il Palio non lo facciamo più. Obbiettivamente non si può lavorare in queste condizioni. Si è raggiunto il culmine: pur essendoci i soldi, non c’è chi firma. Non riusciamo ad organizzare le cose in questa maniera. Si parte per tempo. Non si possono organizzare le cose all’ultimo momento. Siamo stati impossibilitati ad operare non per causa nostra, ma per demerito dell’amministrazione”: dura, durissima requisitoria, da clima di Santa Inquisizione, di don Emilio Carbone, parroco della chiesa di Costantinopoli, contro l’amministrazione comunale di Avellino accusata di aver ritardato, per i troppi cavilli burocratici legati all’erogazione del contributo di 15mila (che pure c’è stato) l’organizzazione in tempo del Palio della botte che da più di 15 anni è inserito nel programma del ferragosto avellinese e costituisce uno degli eventi più seguiti dalla popolazione, in particolare dagli abitanti del centro storico.
“Non è la prima volta – ha sottolineato don Emilio che ha tuonato contro l’apparato burocratico – che questa situazione legata alle lentezze della macchina comunale si ripete. Sto pensando seriamente che possiamo farne a meno. Non vi meravigliate se vi dico che ho pensato ad un certo punto di rivolgermi al cancelliere tedesco Angela Merkel per far fronte agli ostacoli del patto di Stabilità che dal Comune qualcuno ha frapposto a proposito dell’iter da seguire per poter addivenire all’erogazione del contributo”.
Ironia a parte, diciamo subito che un don Emilio così arrabbiato non lo vedevamo e non l’ascoltavamo da tempo abituati, com’eravamo, più alle sue elaborazioni pastorali e teologiche, autentico interprete qual è della parola del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa nonché guida spirituale dei fedeli non solo della sua parrocchia, che non alle sue arringhe e alle sue reprimende da novello Savonarola. Non sono mancate le critiche sulla considerazione che alcuni amministratori hanno del centro storico, critiche destinate ad originare un bel po’ di polemiche in questo torrido ferragosto avellinese.




