Laceno d’oro, la Regione dice no al progetto del Comune di Avellino

Giovedì 08 Agosto 2013 13:31 Red.
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Giacomo d'Onofrio e Camillo MarinoAVELLINO – Nessun finanziamento da parte della Regione Campania per il Laceno d’oro, il festival del cinema neorealista fondato negli anni Cinquanta da Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio e che ha avuto tra i suoi collaboratori, negli anni di maggiore diffusione della cultura del neorealismo, gente del calibro di Pier Paolo Pasolini e Cesare Zavattini. Ancora una volta la Regione Campania guidata dal presidente Caldoro, con un atto discriminatorio che non trova giustificazione, ha escluso l’Irpinia e le zone interne da qualsiasi forma di contributi per eventi di natura culturale qual è appunto il Laceno d’oro. D’altra parte, una Regione che penalizza la città di Guido Dorso escludendo il Centro di ricerca intitolato al grande meridionalista dai fondi necessari per la sua sopravvivenza, si qualifica da sola.

“Il progetto presentato dal Comune di Avellino - si legge in un comunicato - per realizzare il festival cinematografico “Laceno d’oro” non è stato ammesso al finanziamento da parte della Regione Campania, nell’ambito del programma operativo Fesr 2007/2013, obiettivo 1.9. Ad essere “maltrattata” è stata un po’ tutta l’Irpinia. Oltre la proposta avanzata da Avellino, infatti, sono state escluse quelle presentate dai Comuni di Lapio, Sant’Angelo dei Lombardi, Solofra, Castelvetere sul Calore. Gli unici due progetti ammessi a finanziamento per la nostra provincia sono quelli del Comune di Marzano di Nola e di Tufo. La penalizzazione delle zone interne della Campania si completa con l’esclusione dal finanziamento di tutte le proposte avanzate dai Comuni sanniti.  Nell’ambito di questa selezione, all’ultimo Comune incluso utilmente in graduatoria, è stato assegnato un punteggio di 31.41 su un massimo di 50 punti. Alla proposta del Comune di Avellino sono stati attribuiti punti 30.46. L’amministrazione comunale ha creduto e crede fortemente nel progetto presentato e non mancherà di compiere passi formali per chiedere ragione dell’esclusione”.